URSULA VON DER LEYEN: CHAPEAU


di Vincenzo Marini Recchia 


“ I spoke to the Secretary-General of NATO, Emmanuel Macron, Keir Starmer, Friedrich Merz and Giorgia Meloni.

Together we stand firm in our commitment to uphold the sovereignty of Greenland and the Kingdom of Denmark.

We will always protect our strategic economic and security interests. 

We will face these challenges to our European solidarity with steadiness and resolve. “ 


“ Ho parlato con il Segretario generale della NATO, Emmanuel Macron, Keir Starmer, Friedrich Merz e Giorgia Meloni.

Insieme restiamo fermi nel nostro impegno a difendere la sovranità della Groenlandia e del Regno di Danimarca.

Proteggeremo sempre i nostri interessi strategici, economici e di sicurezza.

Affronteremo queste sfide alla nostra solidarietà europea con fermezza e determinazione.“


Il post di Ursula von der Leyen è politicamente straordinario. 

Non è un messaggio rituale. È un atto politico calibrato, con tre elementi chiave che non compaiono mai per caso.

La lista degli interlocutori: Secretary-General of NATO, Macron, Starmer, Merz, Meloni. Questa è una mini-direzione politica euro-atlantica, non una call informativa. NATO,cornice militare; Francia, UK, Germania, Italia, cuore politico e militare dell’Europa. Assenza deliberata degli USA come messaggio implicito fortissimo: “L’Europa si coordina senza Washington quando necessario.”


“Uphold the sovereignty of Greenland and the Kingdom of Denmark. ”

Questa frase è una linea rossa esplicita. Non è:  supportiamo la Danimarca” o “monitoriamo la situazione.” È: " Difendiamo la sovranità della Groenlandia e del Regno di Danimarca."

Questo linguaggio si usa solo quando una sovranità è percepita come minacciata; richiama implicitamente l’art. 4 NATO (consultazioni su minacce). 

È una risposta diretta all’ossessione di Trump, non una generica dichiarazione di principio. 

Il passaggio più duro (e meno notato):

“We will always protect our strategic economic and security interests.” 

Questa è una frase di deterrenza, non di rassicurazione.

Significa: l’UE è pronta a usare tutti gli strumenti economici a sua disposizione; le minacce (tariffe, ritorsioni) non resteranno senza risposta; il terreno non è solo militare, ma commerciale e industriale. Qui c’è la risposta indiretta alle minacce tariffarie di Trump, anche se non nominate. 

“Challenges to our European solidarity”

Questa è forse la frase più grave di tutte.

Von der Leyen non parla di Russia, ma di sfide alla solidarietà europea

Chi le sta creando? Non Mosca ma un alleato che si comporta da avversario. 

Questo è linguaggio da rottura di fiducia; anche se non ancora da rottura formale, significa che con l’Europa Trump ha superato una soglia. 


PS: Nel frattempo Trump ha annunciato che intende imporre tariffe del 10 % sulle importazioni dai Paesi europei che si oppongono alle sue pressioni sulla Groenlandia, dazi che potrebbero salire al 25 % se non si raggiungesse un accordo sull’isola. Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che chiederà all’Unione Europea di attivare lo strumento anti‑coercizione dell’UE nel caso in cui gli Stati Uniti vadano avanti con i dazi legati alla disputa sulla Groenlandia. Questo strumento -adottato nel 2023 ma mai usato finora- è pensato per permettere all’UE di reagire a pressioni economiche esterne attraverso contromisure come restrizioni sugli investimenti, accesso alla pubblica commessa o altri strumenti commerciali. La proposta di Macron è una risposta alla minaccia di dazi di Trump.

Gli articoli più letti

MMCS - communicatio dpt

LETTERA APERTA A TRUMP DI UN MEDICO UCRAINO

TRUMP DICHIARA DI AVER VINTO LA GUERRA DEI DAZI CONTRO IL MONDO. BUGIARDO E IPOCRITA!