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A NEW AIR, A GOOD AIR, IN THE UNITED STATES OF AMERICA.

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  Italiano,  qui It's inevitable to ask ourselves what we're feeling in these days of excitement, due to all the new things happening in the States. I'll answer for myself: an old man (or whatever you prefer to call a seventy-six-year-old) who in the 1970s of the last millennium had in his room the poster for the historic Woodstock music festival in 1969 ; and the cassettes of The Allman Brothers Band, at Fillmore East, in 1971 , and of the Summer Jam at Watkins Glen in 1973 .  All these events in the New York area, which we called The Big Apple . When I met (I think it was in 1975), in Rome, two Californian girls who had participated at the California Jam at the Ontario Motor Speedway in 1974. I also remember when, at the end of 1971, I collaborated ( for a fraction of a cent ) in collecting material for Italy: The New Domestic Landscape , one of the most famous exhibitions in the history of MoMA, curated by Emilio Ambasz; in a corner of the MoMA gardens, I provided, so...

UN'ARIA NUOVA, UN’ARIA BUONA, NEGLI STATI UNITI D’AMERICA.

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  english ,  here Inevitabile chiedersi cosa stiamo provando in questi giorni di entusiasmo, per quanto di nuovo sta accadendo negli States. Rispondo per me; un vecchio (o come preferite chiamare uno di settantasei anni) che nel ‘70 dell’ultimo secolo del passato millennio aveva nella sua stanza il manifesto dello storico Festival Musicale di Woodstock , del 1969; e, anni dopo, le cassette di The Allman Brothers Band – At Fillmore East , del 1971, e del Summer Jam a Watkins Glen del 1973. Tutti in area New York, che allora chiamavamo la Grande Mela . Conobbi (mi sembra nel ‘75), a Roma, due ragazze californiane che avevano partecipato al California Jam all'Ontario Motor Speedway nel ‘74. Alla fine del ‘71 collaborai ( per uno zero virgola ) a raccogliere materiale per Italy: The New Domestic Landscape,  una delle mostre più celebri della storia del MoMA, curata da Emilio Ambasz; in un angolino dei giardini del MoMA feci arrivare una Wassily in cuoio italiano realizza...

NO KINGS

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  Italiano,  qui A little over a year ago, I had a long conversation about Donald Trump with Uncle Joe ( Zio Giuseppe ), who was ninety-one at the time, a sharp-minded intellectual ex Penn  University ( he was a third-generation american; he passed away last February ). With his characteristic clarity, he laid out his thoughts. "Dear nephew, When our ancestors lived in Italy, they knew that above all was God, master of the heavens, and after Him was Prince Torlonia, master of the land. Then came the prince's guards, and after them the prince's guard dogs; then nothing, then nothing again, and finally they came, the peasants. They tried to rebel, but there was nothing they could do. And then our ancestors went to seek their fortune in the Americas: Argentina, the United States, where God, master of the heavens, had allowed neither princes nor kings. After centuries, may be, to refresh our memories, God sent us Trump, and Trump's guards, and Trump's guard dogs, to se...

NO KINGS

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  english, here Poco più di un anno fa ebbi una lunga conversazione con zio Giuseppe ( Uncle Joe ), allora novantunenne, lucido intellettuale ex Penn University   ( americano di terza generazione; ci ha lasciato nel febbraio scorso ) su Donald Trump. Con la sua solita chiarezza, espose il suo pensiero. "Caro nipote, quando i nostri vecchi stavano in Italia, sapevano che sopra a tutti c'era Dio, padrone del cielo, e dopo di Lui c'era il principe Torlonia, padrone della terra.  Poi venivano le guardie del principe, e dopo di loro i cani delle guardie del principe; poi il nulla, poi ancora il nulla, ed infine venivano loro, i cafoni, i contadini. Provarono a ribellarsi, ma non ci fu niente da fare. E allora i nostri antenati andarono a cercare fortuna nelle Americhe: Argentina, Stati Uniti, dove Dio, padrone del cielo, non aveva fatto entrare né principi né re. Dopo secoli, forse per rinfrescarci la memoria, Dio ci ha mandato Trump, e le guardie di Trump, e i cani delle guar...

STIAMO VIVENDO UN TEMPO DI SFIDE EPOCALI

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  Inutile nascondersi dietro un dito. Il mondo sta vivendo un tempo di sfide epocali. Nel giro di un paio d’anni potrebbe accadere tutto o il contrario di tutto. Partiamo dal nostro Paese, l’Italia. Le ormai prossime elezioni politiche potrebbero confermare, fino al 2032, la maggioranza ad una destra autocratica, con un potere concentrato nelle mani di un ristretto gruppo di persone che hanno dimostrato di non voler subire limitazioni legali o costituzionali, che credono nella consacrazione del criterio delle disuguaglianze, e che sono convinti che il Popolo e il Parlamento possono essere presi in giro con le più paradossali menzogne. Una maggioranza che sarebbe in grado di eleggere un Presidente della Repubblica, nel 2029, che resterebbe in carica fino al 2036 (carica rinnovabile).  Dal 2022 al 2036: un regime! Ad opporsi a questa cattiva sorte, a questo cataclisma, c’è una sinistra che ancora discute di come spartirsi il potere, e a cui sono rimasti pochi mesi per redigere u...

SERBIA. UN GRANDE CAMBIAMENTO, SCATURITO DA UNA GRANDE IDEA.

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  In Serbia la lista degli studenti ha superato la coalizione del presidente Aleksandar Vucic alle elezioni legislative anticipate. Le prime proiezioni assegnano al movimento studentesco il 52% dei voti, che così conquisterebbe 138 seggi su 250, contro il 39,3% della coalizione Serbia Unita. A Belgrado sono iniziate le celebrazioni dei sostenitori del movimento studentesco, che negli ultimi mesi ha guidato la mobilitazione contro il governo. Il premier Vucecic ha riconosciuto la sconfitta, e dichiarato che continuerà la sua battaglia politica dai banchi dell’opposizione. Il successo elettorale degli studenti arriva dopo un lungo periodo di manifestazioni, iniziato nel 2025, che ha messo in discussione il sistema politico serbo. La lista studentesca non ha un leader unico, ed ha selezionato i candidati attraverso assemblee universitarie.  Nelle sue file figurano esponenti della società civile (i migliori, come suggeriva Pericle) : tecnici, sportivi, artisti, economisti, ammini...

ELEZIONI USA. MEZZI, MEZZUCCI E MEZZI BROGLI.

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  Il Partito Repubblicano ed il suo leader Donald Trump cercano di limitare il voto degli studenti universitari del North Carolina. Tutto il mondo è paese, recita un vecchio proverbio italiano, a significare che in tutto il mondo accadono le stesse cose, è inutile meravigliarsi! Infatti, qualcosa di simile a quanto accade in North Carolina è accaduto in Italia in occasione dell’ultimo referendum. E questo mi fa venire in mente un altro proverbio, sicuramente umbro: La stecca vien dal legno, a significare che figli e allievi imparano da genitori e maestri. La stecca Giorgia dal maestro Donald. Ma torniamo in North Carolina, swing state per eccellenza. Stato cioè in bilico , decisivo per le elezioni, dove lo spostamento di poche migliaia di voti giovanili può determinare la vittoria o la sconfitta, dove la popolazione studentesca tra i 18 e i 24 anni tende a votare in larga maggioranza per il Partito Democratico. E allora cosa si inventa Pel di Carota? 1. Battaglie legali contro...