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FILOSOFI, UMANISTI E STORICI BATTONO GLI INGEGNERI TANTI A ZERO!

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  Intelligenza artificiale sì, a patto che le decisioni siano umane, perché l’AI non è provvista di morale, non conosce l’etica, non sa nulla di Jahvé, di Dio e di Allah (delle religioni abramitiche), né di Brahma, Visnu e Siva (degli induisti), né di Buddha (dei buddisti), né di Confucio, né del Tao, etc.  L’AI non è in grado di sentire [ provare un sentimento per ] i valori che legano l'essere umano al concetto di sacro, o alle antiche tradizioni filosofiche che insegnano a vivere in armonia con la natura e l'universo mondo. Non a caso i big dell’AI hanno assunto, ultimamente, schiere di filosofi e umanisti, per cercare di superare questo limite.  Risultati? Zero virgola zero. O meglio.  Le risposte sono:  - There is no connection (non c’è connessione) e - The degree of consistency among past events is too low to be used as Truth, as a reliable prediction . (La percentuale di coerenza tra gli eventi del passato è troppo bassa per essere utilizzata come Veri...

AGGIORNARE LE REGOLE DELLE GUERRE.

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  Il Diritto Internazionale Umanitario (DIU) regola lo svolgimento delle ostilità e la protezione delle vittime. Alcune convenzioni internazionali, sottoscritte nel tempo, stabiliscono le regole vincolanti per limitare la violenza bellica e proteggere le persone durante i conflitti armati: Le Convenzioni di Ginevra (1949), i quattro trattati fondamentali ratificati da quasi tutti gli Stati del mondo, che proteggono i feriti e i malati in campo, tutelano i naufraghi e le forze armate sul mare, fissano le regole sul trattamento dei prigionieri di guerra, e impongono la protezione dei civili in tempo di guerra. I Protocolli Aggiuntivi (1977), che estendono la protezione sia ai conflitti internazionali che a quelli interni, rafforzando i limiti contro gli attacchi indiscriminati.  Il principio di distinzione , che vieta di colpire la popolazione e i beni civili, permettendo attacchi solo contro obiettivi militari legittimi. Il Controllo degli Armamenti , che sono trattati spec...

ARIECCOLI!

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  Arieccoli! Massimo D’Alema e Goffredo Sancho Panza Bettini. Appena Franceschini ha dichiarato che Renzi è chiaramente parte del campo largo, restituendogli dignità politica davanti al PD, è ricomparso D’Alema (puparo) che ha messo in moto Bettini (pupo) , che si è inventato   un attrezzo anti‑primarie. Primarie che invece piacevano a Conte, che spera di diventare il leader del campo largo, dato che i sondaggi lo danno avanti alla Schlein. Quindi, per evitare le primarie, Bettini (il pupo) si inventa un nuovo Partito, Progetto Civico Italia , individua in Alessandro Onorato, il fondatore del partito dei sindaci e degli assessori, l’utile idiota della situazione, con cui creare il contenitore civico perfetto per spostare equilibri senza rafforzare né Conte né Renzi, tenere a redine corta la Schlein, e soprattutto senza che si veda il puparo. Buon giovedì, amici.

PASSA AL SENATO LA LEGGE TRUFFA

Il Senato ha votato il disegno di legge della nuova legge elettorale: firme quadruplicate per i nuovi partiti, fino a 450mila, tanto per dirne una. Proteste delle opposizioni, al grido di 'Legge truffa!' Il Senato ha concluso l'esame di tutti gli emendamenti e degli ordini del giorno al testo, che oggi ha ricevuto il via libera definitivo prima di tornare alla Camera per la conferma delle modifiche introdotte, dalle preferenze alle firme.  La seduta con le dichiarazioni di voto è partita in mattinata, e il nodo più controverso resta la nuova disciplina sulla raccolta delle sottoscrizioni per presentare le liste.  La norma, introdotta in chiave anti-frammentazione, FA CRESCERE DI QUATTRO VOLTE LE FIRME CHE LE FORMAZIONI NON NON PRESENTI IN PARLAMENTO DOVRANNO RACCOGLIERE PER CANDIDARSI, mentre per chi è già rappresentato, anche con una sola componente, resta un sistema articolato di esoneri.  L'obiettivo dichiarato dalla maggioranza è bilanciare la scelta di eliminare qu...

GLI UMBRI DELLA BRIGATA CACCIATORI DELLE ALPI

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  Curzio Malaparte Curzio Malaparte (all'anagrafe Curt Erich Suckert), meraviglioso giornalista e scrittore italiano della prima metà del ‘900, combatté nel Regio Esercito; fu sul Col di Lana con la Brigata di fanteria " Cacciatori delle Alpi " (in tempo di pace in parte di stanza a Spoleto), e venne nominato sul campo sottotenente e decorato con una medaglia di bronzo al valore militare. In diverse occasioni scrisse di quel periodo della sua vita (era nato nel 1898, e quindi ha vissuto la prima guerra mondiale tra i suoi 17 e 20 anni). Nel 1938 pubblicò sul Corriere della Sera l’articolo che segue, intitolato Umbria matta . "Che tutti gli Umbri fossero matti, come già m’avevan detto, m’accorsi subito la mattina che scendemmo alla stazione di Perugia, ai primi di giugno del 1915. E mi accorsi poi, nei tre anni che rimasi nella Brigata Cacciatori delle Alpi, in gran parte formata di soldati umbri, che non soltanto quelli di Gubbio, ma quelli di Perugia, di Spoleto, di...

DI REALI PROPOSTE DI RIFORME. DELLA GIUSTIZIA, MA NON SOLO.

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Ieri l'altro, in occasione dell'insediamento di Maria Gabriella Casella, nuova Presidente del Tribunale di Napoli, il Procuratore Nicola Gratteri ha parlato (meno di 5 minuti) della assoluta necessità di risolvere l'arretrato e, in futuro, ulteriori ritardi della giustizia italiana.  Ha pertanto sollevato con forza il tema delle udienze pomeridiane, sul modello di quanto già avviene in altri paesi ed uffici giudiziari virtuosi.  I punti centrali del dibattito e della posizione di Gratteri includono il blocco delle misure cautelari; Gratteri ha denunciato la presenza di circa 1.300 richieste di custodia cautelare ferme presso l'ufficio GIP di Napoli, accumulate anche a causa di una grave carenza di organico (mancano una decina di giudici). Gratteri ha anche ricordato che in passato era stato firmato un protocollo d'intesa con l'ordine degli avvocati per celebrare i processi nel pomeriggio; intesa poi mai attuata a causa di resistenze e problemi organizzativi inte...

EMMA BONINO

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  Se n’è andata anche Emma. Bella e testarda.  Una con le palle! dicevamo di lei. Una con la voglia di vivere. Una che pensava, e che amava dirlo, quello che pensava. Era di Bra, in provincia di Cuneo, quell’altopiano a forma di triangolo, nel Piemonte sud-occidentale, alla confluenza del Gesso con lo Stura, detta La Granda , perché è una delle province più estese d'Italia.  Mi i sun d'Bra, ti d’Carrù, a un tir ëd sciòp. I sùma tùti e dùi d’la Granda! Tèste quàdre! mi diceva, perché la mia famiglia è originaria di quelle parti. Ricordo tutte le sue battaglie, ma non ho voglia di parlarne. Lo faranno altri meglio di me. Oggi fatemi piangere l’amica. Buon viaggio, grandissima!