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IL POPOLO HA ESPRESSO CHIARAMENTE IL SUO PENSIERO

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Questo governo deve dimettersi. Non perché ha perso il referendum per 7 punt e mes , ma per tutto quello che ha detto e fatto in questo ultimissimo periodo prima delle votazioni.  Ha allestito uno spettacolo indegno di un Paese come l'Italia, dove il garbo, l'orgoglio civile, e il senso di appartenenza storica ad uno stato democratico avevano sempre fatto sì che fosse un piacere viverci, anche se con certe innegabili difficoltà. Invece, con menzogne e falsa informazione, ha creato un clima di paura e di incertezza, di odio, di pensiero giuridico ad orologeria. Garantismo per parenti, amici, clienti e sodali, fino alla contiguità con ambienti criminali e personaggi pluricondannati, e giustizialismo per quelli che intralciano il cammino. Oggi, come accade spesso nella Storia, quando, toccato il fondo, si 'risale', per la prima volta negli ultimi anni, si è invertita la tendenza della affluenza alle urne in occasione dei referendum, e i cittadini italiani, pur difficolt...

PARIGI, MARSIGLIA E LIONE RESTANO ALLA SINISTRA

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I ballottaggi di ieri, domenica 22 marzo, alle amministrative in Francia, vedono la sinistra vincente a Parigi, Marsiglia e Lione, con la destra di Marine Le Pen, insieme a UDR,  che rivendica Nizza.   Queste elezioni sono le ultime consultazioni importanti prima delle Presidenziali del prossimo anno. Il candidato della gauche unita Emmanuel Grégoire ha vinto, al secondo turno, l'elezione a sindaco di Parigi col 50,52% dei voti, nove punti sopra la sua rivale Rachida Dati, candidata di centrodestra, alleata con i macronisti, che ha ricevuto il 41,52% delle preferenze. Terza classificata Sophia Chikirou di La France Insoumise, con il 7,96% dei voti.  Il sindaco di sinistra uscente di Marsiglia , Benoît Payan , è stato rieletto con il 54,34% dei voti sconfiggendo con 14 punti di vantaggio il deputato del Rassemblement National (Rn) Franck Allisio. A Lione , sembra che il sindaco ecologista uscente Grégory Doucet  sia in testa con circa il 54% dei voti, rispetto allo ...

IL GRANDE TRADIMENTO DEI CHIERICI DEL SÌ

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di Giuliano Ferrara da Il Foglio Prodi, D’Alema e Veltroni per il NO, prodiani, dalemiani e veltroniani per il SÌ. Renzi non si sa, ma i renziani dicono Sì. Meraviglie dei tradimenti fecondi in politica, antidoti contro la farsa tragica del dogmatismo manettaro. Il tradimento è una buona cosa. Ve lo dice un traditore confesso. Con il tradimento si cresce in umanità, si esce dallo status tribale. L’importante è che sia autentico tradimento, non banale opportunismo, e che sia consumato fino in fondo. Un trasferimento machiavellico in un altro mondo della mente e del cuore, non un piccolo adulterio, detto con tutto il rispetto, guicciardiniano e fin troppo “particulare”. Il tradimento è un seme individuale, una promessa di fecondità, sfida la comprensione del Coerente Collettivo, soggetto pericolosamente affine alla Prevalenza frutteriana e lucentiniana del Cretino, sempre Collettivo. Ora vi faccio un elenco di chierici traditori, che hanno scelto la gioia della libertà nonostante i loro ...

SCRISSERO LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

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  Scrissero la Costituzione della Repubblica Italiana: - quelli che mi sovvengono, tra gli uomini: Ruini, Saragat, Terracini, Calamandrei, De Gasperi, Togliatti, Nenni, Einaudi, Pertini, De Sanctis, don Sturzo, Parri, Spadolini, ed altri che non mi sovvengono,  - idem, tra le donne: Bei, Bianchi, Bianchini, Conci, Jervolino, Delli Castelli, Spano, Iotti, Merlin, Minella, Maffei, Fontana, Pollastrini, Ricci, Titomanlio.  idem, tra i partiti: Democrazia Cristiana, Partito Comunista Italiano, Partito Socialista Italiano, Partito Liberale e Partito Repubblicano. I primi 12 articoli, definiti Principi fondamentali , non possono essere modificati neanche con il procedimento di revisione costituzionale. Nel tempo, sono state apportate alcune modifiche, di poca importanza, ed altre (5) invece decisamente rilevanti, 4 delle quali negli ultimi 25 anni; seguono: 1963: Modifica della durata del Senato (da 5 a 6 anni, poi uniformata). 1999-2001: riforme del Titolo V sugli enti local...

LA DEMOCRAZIA ANNEGATA

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  di Michele Ainis, costituzionalista e scrittore su La Repubblica Cade goccia a goccia, senza troppo rumore. Ma ogni goccia buca la pelle del nostro corpo collettivo, la scalfisce, la ferisce. La pioggia è acida, cattiva. Il corpo è quello generato ottant’anni fa dai costituenti. Le gocce formano uno stillicidio di episodi che minano le fondamenta del nostro vivere comune. Primo : il Board of peace che s’è inventato Donald Trump. Un club pay-to-pay, giacché per aderirvi ciascuno Stato deve sborsare un miliardo di dollari. E in cui Trump è presidente a vita, decide chi invitare alla sua mensa, può porre il veto su ogni decisione. Insomma, una sorta di Onu privata, che nelle intenzioni – e nelle dichiarazioni esplicite del suo padre padrone – vuole sostituirsi alle Nazioni unite, o quantomeno sorvegliarne l’operato, metterlo sotto tutela. Vi hanno aderito 27 Paesi, su 62 che erano stati invitati. Unici europei: l’Ungheria e la Bulgaria. E l’Italia? Purtroppo c’è un impiccio: l’artic...

OGGI PARLIAMO DEL PREZZO DELL’ORO

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È da un po' che sentiamo, cinquanta volte al giorno: Il prezzo dell’oro sale! L’oro scende! Sale ancora! È una bolla! Sentirai che botto, quando scoppierà! etc. etc. Ma lui continua a salire, nonostante tutti i commenti dei capiscioni , dei traders, di quelli che razzolano nel pollaio, ruspando, come polli impazziti, cercando di beccare qualche chicco di mangime, grazie ai loro software miracolosi, o a qualche ancora più miracolosa intuizione.  In realtà qualcuno di loro (pochi) , grazie ad una botta di culo, riesce a racimolare qualche briciola degli sfigati (tanti, i gargarozzoni sono sempre tanti) che invece, avendo puntato controcorrente, hanno perduto. Chi invece vince sempre, a questo gioco, è il banco, che, come in ogni bisca degna di tale nome, ad ogni giro preleva dalla cagnotte (il totale delle giocate) la sua percentuale. Sostituisci bisca con Mondo della finanza , sostituisci banco con Banche , e avrai tutto ben chiaro.  Ciò accade con le valute, con le azioni, ...

A BUON INTENDITOR POCHE PAROLE

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  Khalaf Ahmad Al Habtoor Uno dei più grandi uomini d’affari degli Emirati Arabi Uniti, Khalaf Ahmad Al Habtoor, a Trump sull'attacco all’Iran. A S.E. il Presidente Donald Trump, Una domanda diretta: chi vi ha dato l’autorità di trascinare la nostra regione in una guerra con l’Iran? E su quale base avete preso questa decisione pericolosa? Avete calcolato i danni collaterali prima di premere il grilletto? E avete considerato che i primi a soffrire di questa escalation saranno proprio i paesi della regione? I popoli di questa regione hanno anch’essi il diritto di chiedere: è stata una decisione solo vostra? Oppure è stata il risultato delle pressioni di Netanyahu e del suo governo? Avete posto i paesi del Gulf Cooperation Council e i paesi arabi al centro di un pericolo che non hanno scelto. Grazie a Dio siamo forti e capaci di difenderci, e abbiamo eserciti e difese che proteggono le nostre terre, ma la domanda rimane: chi vi ha dato il permesso di trasformare la nostra regione in ...