LETTERA APERTA DI CARMINE D'AMBROSIO A MARIO SECHI
Mario Sechi di Carmine D'Ambrosio LETTERA APERTA A MARIO SECHI, DIRETTORE DI "LIBERO" (senza il titolo di "egregio", perché non se lo merita) Mario, usiamo il tu. Non per confidenza — non ne sei degno — ma perché certi discorsi vanno fatti guardandosi negli occhi, senza la protezione di una scrivania romana. Hai scritto un editoriale che non è analisi politica. È sfogo. È il veleno di chi ha visto il suo padrone perdere e cerca un colpevole comodo. E il colpevole, come sempre in certa stampa italiana, è lui: il meridionale. Quello attaccato "come la cozza allo scoglio". Quello del reddito senza lavoro, delle pensioni di invalidità, del clientelismo atavico. Venti milioni di persone ridotte a un insulto travestito da metafora letteraria. Hai persino avuto il coraggio di citare Verga. Giovanni Verga. Un siciliano che dedicò la sua vita a raccontare i dimenticati del Sud con una pietà che tu non conosci nemmeno di nome. Verga quella cozza la difen...