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LA VIOLENZA GIOVANILE MI SGOMENTA.

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  Questo problema della violenza giovanile mi sgomenta.  Nato nel ‘50 dell’ultimo secolo del passato millennio, sono cresciuto figlio dei fiori, Woodstock, pacifismo, cortei di protesta contro la guerra nel Vietnam, ecologia, notti bianche di musica rock e pop, vestiti colorati, fiori, e capelli lunghi.  E all’ultimo anno di liceo classico, versioni dal greco con testi di Platone, che dichiarava che la cattiveria non esiste; che si manifesta negli ignoranti, e quindi è essenzialmente ignoranza . Che il rimedio principale è l'educazione (o la rieducazione) alla conoscenza del Vero e del Bene. Certo è che, anche se il male nasce dall'ignoranza, la punizione è necessaria, ma per giustizia, non per vendetta; come cura per l'anima del colpevole e come tutela per la comunità. Vecchia come teoria? Anacronistica?  Non credo.  L’educazione resta la strada migliore da seguire.  A ragazze e ragazzi, le famiglie e la scuola debbono dar da mangiare dolcezza, sentiment...

DI PENA DI MORTE

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  Un tribunale militare cinese ha condannato a morte [non è possibile sapere -è considerato segreto di stato- se tramite iniezione letale o fucilazione] Wei Fenghe e Li Shangfu, entrambi ex Ministri della Difesa, con sospensione dell’esecuzione per due anni, durante i quali i condannati sconteranno la pena dei lavori forzati; se in tale periodo mostreranno ravvedimento , la pena di morte potrà essere commutata in ergastolo senza possibilità di libertà condizionale e scarcerazione anticipata . Wei, 72 anni, aveva ricoperto la carica dal ‘18 al ‘23, e Li, 68 anni, gli era succeduto per sette mesi, prima di essere anch’egli arrestato. Entrambi accusati di corruzione finanziaria aggravata e violazioni della disciplina di partito. L’episodio è parte della campagna di epurazioni iniziata da Xi Jinping nel 2023, per stroncare la corruzione nelle forze armate, ed ha già colpito con identiche condanne varie decine di membri della Commissione militare centrale e di generali. La pena di mort...

SULL’ESTRAZIONE DEL PETROLIO. CIÒ CHE TANTI SANNO MA DI CUI NON SI DICE.

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  1. Attivare un pozzo di petrolio (iniziare le operazioni di estrazione) richiede notevoli investimenti. 2. Le operazioni di estrazione di petrolio da un pozzo, una volta iniziate, non si possono fermare fino a quando il pozzo non è esaurito. L’affermazione numero 2., considerata il primo comandamento tra gli addetti ai lavori, non è vera in assoluto, ma contiene alcune indiscusse verità, di natura tecnica ed economica.  Certo è che il corollario conseguente di tale postulato è che un pozzo non può essere usato come cisterna dove conservare il petrolio fino a quando non si può o non conviene consegnarlo. Non una volta iniziate le operazioni di estrazione.  E di questo fatto bisogna tenere conto, se si vuole analizzare la presente situazione di Hormuz. Mi spiego. Fermare l’estrazione non è una impossibilità fisica assoluta; ma comporta costi elevatissimi ed il rischio di non riuscire più a riattivare l’estrazione, perdendo gli investimenti sostenuti inizialmente per apr...

I NUMERI DI QUESTI ULTIMI ANNI!

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  Debito pubblico. Dic ‘16: 2.217.7 miliardi di € Feb ‘26: 3.139.9 miliardi di € Un aumento di 922,2 miliardi di €, in nove anni e due mesi, nonostante quanto già incassato dal PNRR (139 miliardi)  e i notevoli incassi di vecchi crediti fiscali (33 miliardi). Facendoci rimpiangere gli anni del governo Renzi [accusatemi pure di renzismo, ma non è colpa mia se non capite che per fare analisi politiche serie bisogna evidenziare le differenze]. Renzi -dicevo- riusciva a pagare gli interessi (il 2,35%) dei vecchi debiti ed anche ad abbassare il debito complessivo di una decina di miliardi l’anno. Mentre il Governo Meloni ha ricevuto da Draghi un debito di 2.762,5 miliardi, ad ogni scadenza ha rinnovato aggiungendo gli interessi precedenti alle nuove (incomprensibili) esigenze, e l’ha portato a 3.139,9 miliard i. Come non chiedersi dove sono finiti i 377,4 (o comunque, al netto degli interessi, i 298) spesi in più? Che sommati agli anticipi ricevuti dal PNRR (138) e gli incassi dei ...

CONSIDERAZIONI SULLA DISINFORMAZIONE A PROPOSITO DI CRISI ENERGETICA

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  Il compito del giornalismo è accendere una luce; cosa non facile nel nostro Paese, dove appena provi a farlo, ti senti dire: Ma allora cerchi rogna! Spegni! Qui c’è gente che dorme! Io comunque ci provo. Leggiamo sulla stampa, e in Internet, e sentiamo, in TV, sedicenti analisti, pseudo giornalisti, politici referenziatissimi (ognuno di loro -si dice- riceve da 5 a 7 mila euro per quei venti minuti di comparsata in TV) che dichiarano: “Oltre 200 petroliere sono ferme ad Hormuz, con oltre 180 milioni di barili di petrolio nelle cisterne!. È la più grande crisi energetica che la Storia ricordi!” Ma anche l’ultimo dei cronisti ( il sottoscritto) sa far di conto, e 200 petroliere di quelle che fanno quella tratta trasportano 150.000 tonnellate l’una, 30 milioni di tonnellate, che (a 7,2 barili per tonnellata) fanno 216 milioni di barili. L’Italia, nella classifica dei primi 20 paesi al mondo per consumo totale di energia primaria, è al 16° posto, con 1.080.000 barili al giorno; e, ...

DI DEMOCRAZIA, DI DISCRIMINAZIONI, DI SFIDUCIA GENERALE, E DI BISOGNO DI RIFORME.

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  I postulati (principi assunti come veri senza bisogno di dimostrazioni) sono fondamentali, come punti di partenza, per costruire ragionamenti; pertanto, postulo che: 1. La peggior democrazia è meglio (o comunque meno peggio) della miglior dittatura. 2. Non si devono mai confondere i governanti con i governati. Sostenere che i tedeschi sono un popolo di criminali per via degli orrori di Hitler, o che i vari popoli dell’ex-Unione Sovietica erano imbecilli perché hanno subito le follie di Lenin e le brutali repressioni di Stalin, e i cinesi per Mao, e i cambogiani per Pol Pot, è come dire che noi italiani siamo il peggio del peggio perché abbiamo sostenuto per vent’anni Mussolini.  Lo stesso ragionamento vale nella Storia contemporanea. Non possiamo condannare tutti gli israeliani per i crimini di guerra commessi da Netanyahu, pur se eletto e al suo 6° mandato; né i russi, perché Putin è al potere dal dicembre del 1999, né gli statunitensi che hanno eletto Trump per ben due v...

ROBOTICA. ALTRO CHE INTELLIGENZA ARTIFICIALE!

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  La cosiddetta intelligenza artificiale rivoluzionerà la vita degli umani. Certo. Ma ci vorrà ancora del tempo. Molta robotica, invece, è già pronta. Una telefonata dell'amico Jacob dagli Stati Uniti d'America mi ha descritto, nei minimi particolari, una presentazione di un robot domestico fatta a casa (una villetta) di un suo amico.  Che racconto di seguito, premettendo la riflessione di James: "The robot is anthropomorphic, it can do everything, just tell it" [il robot è antropomorfo, può fare tutto, basta dirglielo]. Il robot che ha visto Jacob ti sveglia la mattina, dopo averti preparato il bagno, e mentre fai toeletta prepara la colazione e scarica la rassegna stampa e le email arrivate durante la notte; roba che fai partire a tuo piacere, con un comando vocale, quando sei davanti al tuo breakfast. Poi va in garage e tira fuori la tua auto, che trovi pronta davanti al portoncino di casa, con la giusta temperatura interna, estate o inverno che sia. Lasciamo perde...