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DA BERLINGUER ALLA SCHLEIN, CRONACA DI UNA TRAGEDIA.

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  di Roberto Riccardi  Enrico Berlinguer non aveva bisogno di dire "siamo un partito serio". Lo era. Un milione e settecentomila iscritti, il più grande partito comunista d'Occidente, la rottura con Mosca quando costava pagarla, il riconoscimento della NATO in un'intervista al Corriere della Sera nel 1976 che fece tremare il Cremlino.  Se Elly Schlein oggi pronunciasse la stessa frase, la regia dovrebbe staccare su un applauso preregistrato per coprire le risate. La distanza tra i due non è temporale. È antropologica. Berlinguer stava ai cancelli della FIAT Mirafiori, nelle miniere del Sulcis, nelle assemblee operaie del Mezzogiorno. Parlava a un popolo concreto di problemi concreti.  Schlein saltella e balla sui carri del Pride, dove qualcuno alza un cartello con scritto "Elly sei la mia Sailor Moon".  Berlinguer formulava la questione morale. Schlein legge il copione scritto da altri e pronuncia ad alta voce la nota di servizio "pausa teatrale",...

MANCANO LE TRUPPE

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di Michele Serra LA GOFFA TELECRONACA OLIMPICA DI PETRECCA NON AGGIUNGE NÉ TOGLIE NULLA ALLA SITUAZIONE DELLA RAI SOTTO QUESTO GOVERNO. PER OCCUPARE MILITARMENTE UN TERRITORIO TUTTO SOMMATO VASTO COME L’INFORMAZIONE PUBBLICA, SERVONO FORZE DELLE QUALI I MELONIANI NON DISPONGONO, NÉ PER QUANTITÀ NÉ PER QUALITÀ.  PER PRODURRE UNA MOLE COSÌ NOTEVOLE DI GIORNALISMO, DI SPETTACOLO, DI DIVULGAZIONE INTELLETTUALE, DI INFORMAZIONE POPOLARE, NON BASTA ARRIVARE FRESCHI FRESCHI DA UNA MILITANZA POLITICA SPESSO MOLTO PERIFERICA, E DIRE “ADESSO QUI COMANDIAMO NOI”.  BISOGNA, POI, SAPERLO FARE, TENENDO CONTO CHE LA RAI ANTE-MELONI, CON TUTTI I SUOI LIMITI E I SUOI DIFETTI, ERA COMUNQUE UNA FABBRICA DI CONTENUTI SPESSO DECENTI, A VOLTE BUONI, QUALCHE VOLTA OTTIMI. PERCHÉ LA LOTTIZZAZIONE ERA SICURAMENTE UNO SGRADEVOLE CRITERIO DI CARRIERA, MA INTANTO ERA ESTESA A MOLTI, DUNQUE PLURALE. E POI NON ERA SEMPRE OSTATIVA DEL MERITO E DELLE CAPACITÀ PROFESSIONALI.  L’OCCUPAZIONE MILITARE È BE...

ALL'ARMI! ALL'ARMI!

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  La legge (di iniziativa governativa, e non parlamentare) di riforma costituzionale per l’approvazione della quale, con il SÌ (o per il rigetto, con il NO),  si va a referendum tra poche settimane, prevede l’estrazione a sorte dei nomi dei 20 rappresentanti togati nel Consiglio Superiore della Magistratura tra tutti i magistrati italiani in servizio: credo oltre 9.000. Come non riflettere che il CSM è l’organo più importante di uno dei tre poteri su cui si fonda lo Stato, e chiedersi: “Dovendo subire un intervento di chirurgia oncologica, perché un adenocarcinoma (cancro) sta cercando di uccidermi, come potrei accettare di venire operato da un chirurgo estratto a sorte tra oltre 9.000 chirurghi italiani? E no, ciumbia! Fatemi almeno cercare, non dico il migliore, ma almeno quelli buoni!” E mi rispondo: “A me sembra l’ennesima legge di iniziativa governativa fatta a pene di segugio! Ma perché non usare il Parlamento (che detiene, appunto, il Potere Legislativo), per fare le le...

TELEMELONI

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  Paolo Petrecca , direttore di RaiSport, ha raccontato agli italiani la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Ha aperto la telecronaca salutando gli spettatori dallo Stadio Olimpico . Peccato che la cerimonia si svolgeva a San Siro. Ha scambiato Matilda De Angelis per Mariah Carey . Ha indicato Kirsty Coventry , la presidente del Comitato Olimpico Internazionale, seduta accanto a Sergio Mattarella, identificandola come la figlia del Presidente . Non ha riconosciuto Anna Danesi , capitana della nazionale di volley femminile e campionessa del mondo.  Non ha riconosciuto Simone Giannelli , capitano dell’Italvolley maschile e anche lui campione del mondo. Quando Ghali è salito sul palco a recitare una poesia di Gianni Rodari contro la guerra, Petrecca non lo ha nominato, non lo ha presentato e la regia non lo ha inquadrato. Nemmeno un primo piano.  Non sapeva dove si trovava.  Non sapeva chi stava cantando. N on sapeva chi stava sfilan...

LA CASSAZIONE AMMETTE IL NUOVO TESTO. RIPARTONO I TERMINI. FORSE SLITTA LA DATA DELLA CONSULTAZIONE.

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  Ennesima figura di palta del governicchio Meloni, tanato dalla Cassazione, che gli intima di parlare chiaro . Commenta Zagrebelsky: "Il mio parere personale in merito è questo: il punto non è chi aveva ragione politicamente, ma chi aveva ragione democraticamente !! Un referendum costituzionale non è una formalità tecnica, è uno degli strumenti più delicati che esistano.  Chiedere ai cittadini di esprimersi senza indicare chiaramente quali articoli della Costituzione vengono modificati non è una svista innocua: è una mancanza grave, perché tocca il diritto fondamentale di sapere su cosa stai votando !! La Cassazione, in questo senso, ha fatto semplicemente il suo lavoro di garante delle regole del gioco." E continua: "Questa è democrazia che funziona !! Il confronto politico continuerà, il referendum si rifarà, e lì ognuno voterà come crede. Ma almeno lo farà sapendo esattamente cosa c’è sulla scheda.  E questo, in uno Stato di diritto, non è un dettaglio !! È la base ...

UNA LEZIONE DI GIORNALISMO

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  Kaitlan Collins Kaitlan Collins è una eccezionale giornalista della CNN che ogni giorno racconta, dalla Casa Bianca e dal campo, con autentica profondità e tenacia. Ha impartito, ieri, una straordinaria lezione di dignità all’uomo più potente del mondo e una magistrale lezione di giornalismo a tutti i suoi colleghi solitamente appecoronati a Pel di Carota  Ha chiesto conto a Donald Trump della pubblicazione dei file Epstein, ed in particolare delle vittime sopravvissute e del perché moltissimi documenti siano stati resi pubblici pieni di omissis: “Sui file Epstein, lei ha parlato di alcuni democratici che compaiono nei documenti. Ma nei file ci sono anche Elon Musk, ed il suo segretario al Commercio, Howard Lutnick, con alcune sue corrispondenze. Lei ha letto questi nuovi documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia?”. Trump, minimizzando, con tono di sufficienza: “No, non li ho letti. Ho molte cose da fare, sa. Moltissime cose. Non lo so. Lei ha citato due nomi. So...

IL DISCORSO DI DRAGHI A LOVANIO - Dalla confederazione alla federazione

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  Il discorso di Mario Draghi all'Università di Lovanio, in Belgio, dove ha ricevuto una laurea honoris causa. "Fin dalla sua nascita, l'architettura dell'UE ha incarnato la convinzione che l’ordine giuridico internazionale fondato sul diritto, sostenuto da istituzioni credibili, favorisca pace e prosperità. Poiché nessuno Stato europeo possedeva la capacità di difendersi da solo, la nostra dottrina di sicurezza è stata plasmata dalla protezione offerta dall'America. Insieme, e sempre in alleanza con gli Stati Uniti, siamo stati in grado di affrontare qualsiasi minaccia e garantire la pace in Europa. Con la sicurezza garantita e con il commercio che fluiva principalmente all'interno di quell'alleanza, abbiamo potuto perseguire incolumi l'apertura economica come fondamento della nostra prosperità e della nostra influenza. Ma se quell'ordine globale ormai defunto è fallito, non è perché fosse costruito sull'illusione. Ha prodotto vantaggi reali e ...