DISORDINI. NELLE PIAZZE, E NEI COMMENTI.
Quando un gruppo di delinquenti, prima, durante o dopo una partita di calcio, devasta lo stadio, incendia automobili e cassonetti, distrugge vetrine, aggredisce passanti, si scontra con le forze dell'ordine; e/o le tifoserie di due squadre si affrontano, con bastoni ed aste di bandiere, e ci scappano feriti, ed anche morti, nessuno si sogna di colpevolizzare i veri tifosi, quelli che vanno allo stadio per cantare canzoni ed incitare i propri beniamini. Al massimo si dice -giustamente- che gli ultras sono i soliti delinquenti, e che non si devono confondere gli ultras con i tifosi che invece sono solo sportivi che sono lì per tifare la loro squadra, appunto prima, durante e dopo la partita. È ovvio a tutti che la violenza non ha niente a che vedere col calcio! E l'opinione pubblica, e i media, si guardano bene dal ciurlare nel manico. Se lo facessero, sarebbero, giustamente, accusati di non saper discriminare il grano dal loglio, discernere il bene dal male, distingue...