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LETTERA APERTA DI CARMINE D'AMBROSIO A MARIO SECHI

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Mario Sechi di Carmine D'Ambrosio  LETTERA APERTA A MARIO SECHI, DIRETTORE DI "LIBERO" (senza il titolo di "egregio", perché non se lo merita) Mario, usiamo il tu. Non per confidenza — non ne sei degno — ma perché certi discorsi vanno fatti guardandosi negli occhi, senza la protezione di una scrivania romana. Hai scritto un editoriale che non è analisi politica. È sfogo.  È il veleno di chi ha visto il suo padrone perdere e cerca un colpevole comodo.  E il colpevole, come sempre in certa stampa italiana, è lui: il meridionale.  Quello attaccato "come la cozza allo scoglio". Quello del reddito senza lavoro, delle pensioni di invalidità, del clientelismo atavico.  Venti milioni di persone ridotte a un insulto travestito da metafora letteraria. Hai persino avuto il coraggio di citare Verga.  Giovanni Verga. Un siciliano che dedicò la sua vita a raccontare i dimenticati del Sud con una pietà che tu non conosci nemmeno di nome.  Verga quella cozza la difen...

IL NUOVO ARCIVESCOVO DI NEW YORK

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  Si è insediato poche settimane fa il nuovo arcivescovo metropolita di New York, Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Ronald Aldon Hicks , recentemente nominato da Papa Leone XIV. Prende il posto del cardinale Timothy Dolan, che aveva guidato l'arcidiocesi negli ultimi 16 anni, e ne è ora arcivescovo emerito. Hicks, nato ad Harvey, in Illinois, nel 1967, era precedentemente vescovo di Joliet, una diocesi suffraganea dell'Arcidiocesi di Chicago. L’Arcidiocesi di New York è una delle più grandi e importanti degli Stati Uniti d’America, e serve una comunità cattolica che conta tra 2,5 e 2,8 milioni di battezzati. Hicks è noto per la sua esperienza amministrativa e l'attenzione ai poveri e agli emarginati.  Inevitabile pensare quanto la scelta di Sua Santità sia stata lungimirante, e quanto bene potrà fare a New York, insieme al nuovo sindaco Zohran Mamdani, la cui elezione rappresenta un’importante svolta a sinistra, definita resistenza in risposta all’amministrazione Tr...

LA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI

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  1934, Germania, Nacht der langen Messer (la notte dei lunghi coltelli). Durò una notte la spietata epurazione nazista ordinata da Hitler per punire i capi delle camicie brune, accusati di aver sbagliato. Si dice che Röhm, prima di essere giustiziato, abbia gridato che Hitler doveva guardarsi allo specchio, se voleva trovare il vero colpevole degli errori. 2026, Roma, Via della Scrofa. In un pomeriggio il governo degli invincibili ha dovuto trovare i capri espiatori, quelli che, come d’uso, devono assumersi le colpe della comunità, e dei capi. Si racconta di una Meloni incaxxata nera, e decisamente sconvolta “sono stanca e scoraggiata di avere a che fare con incapaci”, e “caccerei almeno sei ministri”.  Fazzolari (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) e Meloni maturano la consapevolezza che servono teste da tagliare, che si deve dare la prova che in FdI non esistono impuniti, che “nessuno è intoccabile. Lo abbiamo detto per i magistrati, adesso dobbiamo dimostra...

IL POPOLO HA ESPRESSO CHIARAMENTE IL SUO PENSIERO

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Questo governo deve dimettersi. Non perché ha perso il referendum per 7 punt e mes , ma per tutto quello che ha detto e fatto in questo ultimissimo periodo prima delle votazioni.  Ha allestito uno spettacolo indegno di un Paese come l'Italia, dove il garbo, l'orgoglio civile, e il senso di appartenenza storica ad uno stato democratico avevano sempre fatto sì che fosse un piacere viverci, anche se con certe innegabili difficoltà. Invece, con menzogne e falsa informazione, ha creato un clima di paura e di incertezza, di odio, di pensiero giuridico ad orologeria. Garantismo per parenti, amici, clienti e sodali, fino alla contiguità con ambienti criminali e personaggi pluricondannati, e giustizialismo per quelli che intralciano il cammino. Oggi, come accade spesso nella Storia, quando, toccato il fondo, si 'risale', per la prima volta negli ultimi anni, si è invertita la tendenza della affluenza alle urne in occasione dei referendum, e i cittadini italiani, pur difficolt...

PARIGI, MARSIGLIA E LIONE RESTANO ALLA SINISTRA

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I ballottaggi di ieri, domenica 22 marzo, alle amministrative in Francia, vedono la sinistra vincente a Parigi, Marsiglia e Lione, con la destra di Marine Le Pen, insieme a UDR,  che rivendica Nizza.   Queste elezioni sono le ultime consultazioni importanti prima delle Presidenziali del prossimo anno. Il candidato della gauche unita Emmanuel Grégoire ha vinto, al secondo turno, l'elezione a sindaco di Parigi col 50,52% dei voti, nove punti sopra la sua rivale Rachida Dati, candidata di centrodestra, alleata con i macronisti, che ha ricevuto il 41,52% delle preferenze. Terza classificata Sophia Chikirou di La France Insoumise, con il 7,96% dei voti.  Il sindaco di sinistra uscente di Marsiglia , Benoît Payan , è stato rieletto con il 54,34% dei voti sconfiggendo con 14 punti di vantaggio il deputato del Rassemblement National (Rn) Franck Allisio. A Lione , sembra che il sindaco ecologista uscente Grégory Doucet  sia in testa con circa il 54% dei voti, rispetto allo ...

IL GRANDE TRADIMENTO DEI CHIERICI DEL SÌ

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di Giuliano Ferrara da Il Foglio Prodi, D’Alema e Veltroni per il NO, prodiani, dalemiani e veltroniani per il SÌ. Renzi non si sa, ma i renziani dicono Sì. Meraviglie dei tradimenti fecondi in politica, antidoti contro la farsa tragica del dogmatismo manettaro. Il tradimento è una buona cosa. Ve lo dice un traditore confesso. Con il tradimento si cresce in umanità, si esce dallo status tribale. L’importante è che sia autentico tradimento, non banale opportunismo, e che sia consumato fino in fondo. Un trasferimento machiavellico in un altro mondo della mente e del cuore, non un piccolo adulterio, detto con tutto il rispetto, guicciardiniano e fin troppo “particulare”. Il tradimento è un seme individuale, una promessa di fecondità, sfida la comprensione del Coerente Collettivo, soggetto pericolosamente affine alla Prevalenza frutteriana e lucentiniana del Cretino, sempre Collettivo. Ora vi faccio un elenco di chierici traditori, che hanno scelto la gioia della libertà nonostante i loro ...

SCRISSERO LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

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  Scrissero la Costituzione della Repubblica Italiana: - quelli che mi sovvengono, tra gli uomini: Ruini, Saragat, Terracini, Calamandrei, De Gasperi, Togliatti, Nenni, Einaudi, Pertini, De Sanctis, don Sturzo, Parri, Spadolini, ed altri che non mi sovvengono,  - idem, tra le donne: Bei, Bianchi, Bianchini, Conci, Jervolino, Delli Castelli, Spano, Iotti, Merlin, Minella, Maffei, Fontana, Pollastrini, Ricci, Titomanlio.  idem, tra i partiti: Democrazia Cristiana, Partito Comunista Italiano, Partito Socialista Italiano, Partito Liberale e Partito Repubblicano. I primi 12 articoli, definiti Principi fondamentali , non possono essere modificati neanche con il procedimento di revisione costituzionale. Nel tempo, sono state apportate alcune modifiche, di poca importanza, ed altre (5) invece decisamente rilevanti, 4 delle quali negli ultimi 25 anni; seguono: 1963: Modifica della durata del Senato (da 5 a 6 anni, poi uniformata). 1999-2001: riforme del Titolo V sugli enti local...