DI SOCIALIZZAZIONE DELLE PERDITE E PRIVATIZZAZIONE DEI PROFITTI.
La grande crisi esplosa negli Stati Uniti nel 2007-2008, con i mutui subprime e il fallimento della Lehman Brothers, contagiò l'Europa nel 2009. Con una perfetta consecutio temporum, la crisi del debito sovrano, partita nel 2011, visse, in Italia, il suo anno di massima tensione nel 2012. Dopo le dimissioni di Berlusconi nel novembre 2011, causate dall'impennata dello spread BTP-Bund oltre i 570 punti base, il 2012 fu interamente gestito dal Governo tecnico di Mario Monti, il cui principale obiettivo fu evitare il default finanziario dello Stato attraverso durissime riforme e drastiche misure di austerità (il decreto Salva Italia, la Riforma delle pensioni Fornero, etc.), che ebbero un impatto pesante sull'economia italiana. La stretta fiscale, attuata tramite tagli alla spesa e aumenti delle imposte (il ritorno dell'IMU sulla prima casa, etc), ci costò il 2,4% del PIL. Fu Draghi, da Francoforte, a salvare dal default, col suo Whatever it takes!, l’Italia, e l’...