AMAI CAVALCARE

 


L’incontro con il cavallo, intelligente e nobile animale, avvenne ai miei sedici anni, alla Scuola Militare, per poi proseguire fino ai ventitre-ventiquattro anni, dove e quando potevo. 

Il legame tra uomo e cavallo non si basa sulle parole, ma su sguardi, gesti e contatto fisico. I cavalli sono esseri intelligenti capaci di provare emozioni autentiche e di instaurare un profondo attaccamento, un'amicizia che nasce dalla gentilezza, non dalla coercizione. 

Il cavallo cerca sicurezza ed interazione, ed offre un’amicizia fedele; è necessario trattarlo con rispetto e fermezza premurosa, con affetto, con amicizia, per attivare la sua enorme sensibilità animale, e ricevere in cambio amore e fedeltà. 

Questa comunione di sentimenti, vissuta tutti i giorni nelle piccole cose, quando provvedi alla sua pulizia con brusca, striglia e spazzole morbide, o a nettare i suoi zoccoli, o a fornirgli acqua, foraggio e cereali, e qualche carota, o mele, raggiunge il suo massimo livello nell’interazione tra cavaliere e cavallo, sia in maneggio, con cerchi, diagonali, otto, cambi di direzione, etc, che in un campo di percorso ad ostacoli. 

Certo, le cavalcate all’aperto, in una natura favorevole, siano esse passeggiate, o trottate, o quando dai libero sfogo al desiderio di entrambi, in galoppate sfrenate, sono impareggiabili.

Credo che in Paradiso esistano boschi e pianure, o spiagge lunghissime, dove cavalcare sulla battigia, con l’aria fresca che sferza la faccia, e tu senti il suono ovattato degli zoccoli che affondano nel terreno, al ritmo regolare del galoppo, e cavallo e cavaliere diventano tutt’uno, bevendo la sensazione di una libertà quasi assoluta.

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