BASTA BALLE, VLADI!
È, piuttosto, la possente, determinata convinzione personale che la Russia sia predestinata a guidare un impero che comprenderà anche molta parte del continente europeo.
Putin, come tutti coloro che usano ed abusano della Storia, per giustificare le proprie teorie, va in cerca di pagine -dei libri di Storia- che avvalorino la liceità del suo pensare ed agire; pezzetti di Storia che non ha alcun senso confrontare con l’attualità, utili solo per gabbare gli ignoranti, per imbrogliarli.
Putin dice che l’Ucraina è un paese intrinsecamente nazista. È vero che durante l’invasione nazista molti ucraini videro i tedeschi come liberatori dal terrore staliniano, ma la realtà attuale è diversa: i partiti di estrema destra in Ucraina ottengono percentuali elettorali tra il 2 e il 3%.
Di contro, Putin nasconde le pagine di Storia che raccontano del dominio russo e sovietico, durante l’Holodomor, quando Stalin requisì i raccolti ai contadini (i kulaki) condannando milioni di ucraini alla morte.
In realtà, Putin vuole che la Russia diventi una guida per l'area est del continente europeo (e solo lui sa dove dovrebbe essere il confine), ovviamente con lui (Vladimir Vladimirovič) a capo. Lui, ultimo interprete di una tradizione che va dall’Impero degli zar, all'Unione Sovietica, al vuoto degli anni '90, ad oggi, al domani, e per sempre.
Già Čaadaev e Dostoevskij pensavano ad una Russia predestinata ad una missione imperiale.
E Solženicyn, nell’Arcipelago, ci metteva in guardia dal ‘tumore madre della metastasi concentrazionaria e delle devastazioni da essa impresse sul volto dell’uomo e della natura stessa’.
Quanti sogni hanno influenzato la Storia!
‘Il sogno di Davide’, ‘Il sogno di Francesco’, ‘Il sogno di Maria’, e, se vogliamo rimanere in zona, e in tema, ‘Il sogno di un uomo ridicolo’, di Dostoevskij.
Gli è [dicono a Firenze] che Putin ha trasformato il suo sogno in una ideologia di Stato.
- Il discorso di Monaco del 2007,
- l’annessione della Crimea nel 2014,
- il saggio del 2021 sull’ “unità storica di russi e ucraini”
sono gradini di un’unica scala, che porta alla considerazione finale secondo cui l’Ucraina deve tornare in area russa.
E l’invasione del 2022 doveva essere la prima tappa di un percorso che avrebbe portato alla restaurazione dell’impero.
Perché va ristabilito -pensa Putin- il principio secondo cui la Russia deve poter decidere chi può starle vicino e chi no. Perché la Russia è il centro di un mondo che comprende gran parte dell'Europa e gran parte dell'Asia!
Ma la realtà è un’altra. Non è stata la Nato ad allargarsi, ma Stati ex URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche) ed ex influenza URSS (perché appartenenti al Patto di Varsavia) che hanno chiesto di aderire alla NATO ben prima dell’invasione della Federazione Russa in Ucraina (2022):
1999 - Polonia, Repubblica Ceca ed Ungheria.
2004 - Estonia, Lettonia, Lituania, Bulgaria, Romania, Slovacchia e Slovenia.
2009 - Albania e Croazia.
2017 - Montenegro.
2020 - Macedonia del Nord.
Dopo il 2022, ma per richieste presentate già negli anni precedenti:
Finlandia nel 2023.
Svezia nel 2024.
Molti di questi Paesi confinano con la Federazione Russa.
Quindi, bando alle scuse!
La NATO non si è allargata! Ha ricevuto richieste di ammissione!
L’annessione (cosa diversa dall'ammissione) dell’Ucraina doveva essere pietra di fondazione di un progetto di espansione russa in Europa. Per tornare ad una Grande Madre Russia.
Invece, in questi tre anni la Russia ha perso l’influenza in Siria e in Iran, e di conseguenza i rapporti con Hamas, Hezbollah, e gli Houthi.
E l’influenza in Caucaso? Il Nagorno Karabakh gli ha fatto ciaone!
L’Azerbaijan ha rotto i rapporti, dopo l’abbattimento, da parte russa, di un aereo della Azerbaijan Airlines, un anno fa, il giorno di Natale, vicino ad Aktau, in Kazakistan.
America Latina, Venezuela; quel pazzo di Trump s’è bevuto Maduro (altro alleato di Putin ed anche lui tramite tra Russia e Iran) con tutto il Venezuela, e le sue riserve petrolifere, le più grandi del Pianeta Terra; 300 miliardi di barili!
Il corridoio eurasiatico, attraverso il quale i prodotti cinesi avrebbero dovuto raggiungere facilmente i mercati europei, non è decollato. Ed oggi le merci cinesi aggirano sempre più il territorio russo, ed il traffico si sposta verso il cosiddetto Middle Corridor, attraverso il Caucaso e l'Asia centrale.
E la Cina?
Vero che acquista petrolio russo, ma sottoprezzo.
Vero che rileva industrie abbandonate dai plutocrati russi fuggiti, ma le paga due soldi, e le alimenta con materie prime e componenti provenienti dalla Cina, creando poco lavoro diretto (solo assemblaggio e finissaggio) e nessun indotto.
Il popolo russo, attualmente, vive sull’economia di guerra, che però deve essere pagata con le riserve (bell’e finite!) e l’energia (solo quella che riesce ad aggirare le sanzioni), svenduta ai ricettatori, che pagano poco, visto il rischio che corrono.
L’annessione dell’Ucraina, insomma, che doveva essere l’inizio della rifondazione dell’impero, a me sembra sia l’inizio della fine, egregio signor Vladimir Vladimirovič Putin!
Non sono più i tempi della violenza e della prepotenza, checché tu e i tuoi amichetti Trump e Netanyahu pensiate.
Hai vita (politica) breve, esimio Vladimir Vladimirovič Putin!
Presto il popolo russo (un grande popolo, che ho sempre amato!) ti tirerà giù dal seggiolone. Perché . . .
EL PUEBLO, UNIDO,
JAMÀS SARÀ VENCIDO!
