LA MANGUSTA RIKKI-TIKKI-TAVI
Storia di una mangusta e di un esercito di serpenti feroci, di Rudyard Kipling.
La legge di riforma costituzionale cosiddetta sulla separazione delle carriere dei magistrati è stata approvata in via definitiva dal Parlamento italiano nel novembre scorso, ma, non avendo raggiunto la maggioranza dei due terzi, è stata sottoposta a referendum popolare confermativo, senza quorum, per l'approvazione definitiva.
La legge in questione prevede non solo l’impossibilità di passare dall’una all’altra carriera (che riguarda solo tra lo 0,21 e lo 0,83% dei casi), ma anche:
1. La riforma del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), oggi unico per entrambe le carriere, che dovrebbe essere abolito, e sostituito da due CSM, uno per i magistrati giudicanti (i giudici dei processi) ed uno per i magistrati inquirenti (i Pubblici Ministeri che conducono le indagini) e requirenti (i Pubblici Ministeri che avanzano le richieste di rinvio a giudizio, di archiviazione, di misure cautelari, in vista della decisione del giudice); entrambe queste funzioni vengono oggi svolte dai PM, ma sono funzioni concettualmente diverse).
Le funzioni principali dei due nuovi CSM, ciascuno per il proprio ordine, sarebbero quelle di gestire assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, valutazioni di professionalità e conferimenti di funzioni.
2. L’istituzione di una Alta Corte, separata, a cui verrebbe affidata la funzione disciplinare, sottraendola ai due CSM che si occuperebbero di carriera, assunzioni e trasferimenti. Questa Alta Corte, con un proprio procedimento a due gradi e un organo di appello interno, dovrebbe gestire i procedimenti disciplinari per entrambi i tipi di magistrati, per garantire imparzialità.
3. Un altro cambiamento radicale è il metodo di selezione dei membri dei nuovi CSM e dell'Alta Corte, che sarebbero nominati in parte dal Presidente della Repubblica, in parte sorteggiati dal Parlamento, e in parte sorteggiati tra magistrati, con composizioni miste di giudici, PM, e laici.
Ovvio che quest’ultimo punto sottrarrebbe potere alla Magistratura, aggiungendolo alla Politica, violando il principio di assoluta indipendenza (teorizzato da Montesquieu) del Potere Giudiziario da quello Legislativo e da quello Esecutivo, così come previsto dalla Costituzione della Repubblica Italiana (e da tutte le democrazie moderne).
Fin qui le informazioni.
In questi giorni, come è giusto che sia, tutti parlano, scrivono e dibattono l’argomento, e trovo inutile dilungarmi anch’io in analisi argomentate. Per una volta, lasciatemi essere scarno, semplice, feroce, forse cattivo:
Io voterò NO perché
tra i Magistrati m'è capitato, nella vita, di conoscere anche manguste come Rikki-tikki-tavi,
ma tra i Politici ho conosciuto quasi tutti serpenti come i cobra Nag e Nagaina.
