LA VALUTAZIONE DELL’IMPATTO GENERAZIONALE.

 


In Italia, il concetto di "valutazione di impatto generazionale" (VIG), noto anche, in UE, come ‘Youth Check’. è stato recentemente introdotto e reso obbligatorio per gli atti normativi del Governo (esclusi i decreti-legge) dall’art 4 della legge 167/2025, in vigore dal 29 novembre 2025. 

Questa misura storica mira a valutare preventivamente le conseguenze sociali, economiche e ambientali delle nuove leggi sulle giovani generazioni e su quelle future. 

Credo che il  più autorevole contributo allo sviluppo di questo concetto, nel panorama italiano, provenga dall’esperto di politiche giovanili Luciano Monti, docente di Politiche dell’Unione Europea in Luiss.

La VIG è un'analisi strutturata che ha l'obiettivo di: 

- Misurare gli effetti delle decisioni legislative sull'equità intergenerazionale.

- Integrare sistematicamente temi cruciali come la tutela dell'ambiente, l'uso delle risorse naturali, la qualità della vita e il benessere collettivo nel processo legislativo.

- Garantire che le politiche pubbliche non impongano costi sproporzionati (ambientali o sociali) alle generazioni future. 

L'introduzione della VIG segue la riforma costituzionale del 2022 che ha inserito la tutela dell'ambiente e della biodiversità, anche nell'interesse delle future generazioni, nell'articolo 9 della Costituzione Italiana. 

La Legge 167/2025 fornisce l'attuazione pratica di questo principio, rendendo la valutazione un obbligo formale nell'ambito dell'Analisi di Impatto della Regolamentazione (AIR). 

Per assicurare un'applicazione efficace, la legge prevede: 

- L'obbligo di allegare un'analisi preventiva degli effetti alle proposte normative del Governo.

- L'istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, dell'Osservatorio per l'impatto generazionale, con il compito di monitorare la reale promozione dell'equità intergenerazionale nella produzione normativa. 

Organizzazioni come ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) e Save the Children hanno accolto con favore questa legge, sottolineando l'importanza che la VIG non rimanga solo una dichiarazione d'intenti, ma si traduca in un cambiamento concreto nel modo in cui le leggi vengono concepite, ponendo al centro i diritti dei giovani.

Concludo.

Proclamiamo fino alla noia: ‘tutto ciò che ho fatto l’ho fatto per i miei figli e per i miei nipoti!’. 

Però -va riconosciuto- non sempre ci abbiamo azzeccato.

Questa legge può aiutare tutti noi ad agire con scienza e coscienza.

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