NATO, L'ART 4 DEL TRATTATO
L'articolo 4 del Trattato NATO prevede che le parti si consulteranno ogni volta che, a giudizio di una di esse, l'integrità territoriale, l'indipendenza politica o la sicurezza di uno Stato membro siano minacciate, attivando consultazioni urgenti, senza imporre l'uso della forza, ma per valutare rischi e coordinare risposte (come hanno fatto Polonia e Paesi Baltici per le tensioni con la Russia).
Permette a uno Stato membro di portare una minaccia percepita all'attenzione degli altri alleati per discutere la situazione.
Non è l'articolo 5: non innesca la difesa collettiva (uso automatico della forza), ma è un passo preliminare, un segnale politico e diplomatico, con l’obiettivo di valutare collettivamente la minaccia, condividere informazioni e decidere le azioni da intraprendere (rafforzare difese, misure di deterrenza in genere).
È stato spesso invocato dalla Turchia per le crisi al confine siriano e contro l'ISIS.
È stato invocato da Polonia e Paesi Baltici in seguito all'invasione russa dell'Ucraina e alle crescenti tensioni.
Scopo principe è fornire un meccanismo per rafforzare la coesione dell'Alleanza.
Agisce come deterrente, indicando che una minaccia a un membro è percepita da tutti.
Non è mai accaduto che l’art 4 del Trattato NATO sia stato invocato per minacce ad un Paese membro provenute da un altro membro, ma è indubbio che ciò sia possibile, perché l'articolo si attiva quando "l'integrità territoriale, l'indipendenza politica o la sicurezza di una delle Parti siano minacciate", senza specificare la fonte della minaccia, ma solo la necessità di consultazione politica per valutare la situazione. È uno strumento diplomatico, che serve a discutere una minaccia e decidere una risposta comune.
Non conosco la procedura di convocazione, o invocazione, e l'iter successivo, ma, di fatto, è indubbio che ci siamo dentro.
Gli Stati Uniti d'America stanno minacciando integrità territoriale e indipendenza politica di Groenlandia e Danimarca, e questa sarebbe la prima volta che l'art 4 viene invocato contro uno Stato membro.
