TERAPIA INNOVATIVA NELLA CURA DI UN MALE CHE AFFLIGGE LE MODERNE DEMOCRAZIE

 


La Senedd (il Parlamento monocamerale del Galles, una delle quattro nazioni che costituiscono il Regno Unito, insieme a Inghilterra, Scozia, e Irlanda del Nord) ha approvato, in prima lettura, un disegno di legge che persegue l’obiettivo di moralizzare le campagne elettorali, sanzionando quei politici che mentono o diffondono notizie false e/o fuorvianti.

L’intero Parlamento (maggioranza e opposizione) sta lavorando alla stesura degli emendamenti che verranno discussi nelle prossime settimane, per arrivare all’approvazione definitiva della legge, prevista nella prima settimana di marzo. 

Obiettivo della sperimentazione clinica (continuo ad usare termini medici, che mi sembra si attaglino perfettamente a ciò di cui stiamo parlando) è la ricostruzione della fiducia negli elettori, che, ormai da lungo tempo traditi da promesse -in campagna elettorale- mancate e notizie false atte a distorcere la realtà, non vanno più a votare.

La parte già approvata dal Parlamento chiarisce l'ambito di applicazione, che non riguarderà il mantenimento, durante il mandato, delle promesse fatte in campagna elettorale, ma sanzionerà quei candidati che in campagna elettorale faranno affermazioni fuorvianti, ingannevoli o false, per ottenere voti.

Le sanzioni saranno crescenti, a cominciare dalla ritrattazione immediata di quanto dichiarato, fino ad arrivare alla sospensione dalla corsa elettorale, con sostituzione con un altro membro della lista in caso di vittoria alle urne. 

La legge in questione si innesterebbe su una già vigente, il Representation of the People Act, del 1983, che vieta ai politici di diffondere dichiarazioni false relative ad azioni e condotte [quindi fatti oggettivi] di un altro candidato.

In Senedd (il Parlamento gallese) il Partito Laburista non ha la maggioranza, ma governa con l’appoggio esterno del Plaid Cymru [tipo non pochi governi della nostra prima Repubblica].

Ovviamente la difficoltà sta nel decidere come e cosa definire verità. 

Si sta parlando di un tribunale elettorale, ed è su questo punto che verte la discussione in questi giorni; i membri del Parlamento, ingarbugliati nel caotico mondo dei dati, delle informazioni e delle fonti -in continua mutazione- stanno impazzendo.

E c’è chi dice che così si limita la libertà di espressione, altri che proclamano che ciò porterà all’autocensura, altri ancora che in questo modo si scoraggia il dibattito.

Una proposta alternativa era “lasciare ai politici carta bianca sulla parola, ma garantire che l’intero ecosistema della sfera pubblica sia sufficientemente sano da esaminare attentamente le false dichiarazioni e di evidenziare gli errori fattuali, in modo che i politici siano tenuti a renderne conto pubblicamente”; intervenendo quindi su educazione politica e pensiero critico, già dalla scuola primaria. 

Ma i gallesi sono famosi per il loro interventismo, il loro carattere tenace e indipendente, l’orgoglio per le loro tradizioni (il 20% parla ancora il gallese, il Cymraeg.

Hanno un forte senso di appartenenza (per usare un eufemismo; in realtà si sentono diversi dal resto del mondo).

E forse hanno ragione. 

Non credo esista, nella vecchia Europa, un popolo con un così grande amore per la natura, per i loro monti e le loro coste (un mix di spiagge dorate, scogliere rosse e falesie che finiscono in calette raggiungibili solo dal mare).

E cucinano un saporitissimo coniglio selvatico (il cwingen) in umido, profumatissimo di aromi; o in pezzi piccoli, in tasche di pasta sfoglia tipo lasagne. E, ovviamente, birra scura (imperial stout).

Molti gallesi girano tutto l’anno con il fucile nel portabagagli dell’auto; la caccia al cwingen è sempre aperta.

I gallesi furono i primi colonizzatori del continente australiano, dove fondarono il New South Wales, il più grande stato australiano (inizialmente copriva la metà del continente). Proprio lì conobbi i primi gallesi; poi ne conobbi a Malta, dove ho vissuto a lungo (sia l’Australia che Malta erano parte dell’Impero britannico, e ancora fanno parte del Commonwealth delle nazioni), ed ho ancora amici a Cardiff, a Swansea e a Newport (in queste ultime due città vivono diverse decine di migliaia di italiani e di italo-gallesi.

Quanto sopra per far capire quanto sono tosti, e che secondo me arriveranno ad una buona legge. 

Chissà. Forse qualcosa da cui potrebbe prendere spunto anche la Democrazia italiana, afflitta dalla stessa patologia.

Certo, loro sono solo 3 milioni, e noi 59, ma è anche vero che la Democrazia nacque ad Atene, da Clistene, quando Atene non arrivava nemmeno a 200 mila abitanti.


I migliori auguri ed un abbraccio, amici Welsh, o meglio Cymraeg!


Yech-id dah!




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