ELEZIONI USA. MEZZI, MEZZUCCI E MEZZI BROGLI.
Il Partito Repubblicano ed il suo leader Donald Trump cercano di limitare il voto degli studenti universitari del North Carolina.
Tutto il mondo è paese, recita un vecchio proverbio italiano, a significare che in tutto il mondo accadono le stesse cose, è inutile meravigliarsi!
Infatti, qualcosa di simile a quanto accade in North Carolina è accaduto in Italia in occasione dell’ultimo referendum.
E questo mi fa venire in mente un altro proverbio, sicuramente umbro: La stecca vien dal legno, a significare che figli e allievi imparano da genitori e maestri. La stecca Giorgia dal maestro Donald.
Ma torniamo in North Carolina, swing state per eccellenza. Stato cioè in bilico, decisivo per le elezioni, dove lo spostamento di poche migliaia di voti giovanili può determinare la vittoria o la sconfitta, dove la popolazione studentesca tra i 18 e i 24 anni tende a votare in larga maggioranza per il Partito Democratico.
E allora cosa si inventa Pel di Carota?
1. Battaglie legali contro i documenti d'identità digitali. I comitati nazionali e statali del Partito Repubblicano hanno intentato cause legali per impedire agli studenti della UNC-Chapel Hill (l'Università del North Carolina) di utilizzare la tessera universitaria digitale sul telefono come documento di riconoscimento valido per votare, nonostante questa fosse stata approvata dal comitato elettorale statale.
2. Restrizioni alla registrazione nello stesso giorno. Alleati chiave di Trump, come la nota attivista conservatrice Cleta Mitchell, hanno condotto intense campagne di pressione politica per introdurre leggi restrittive (come la norma SB 747) volte a rendere molto più complessa la registrazione e il voto simultaneo nello stesso giorno, una modalità largamente utilizzata dai fuori sede.
3. Chiusura dei seggi nei campus. Organizzazioni studentesche e locali hanno denunciato la progressiva rimozione o lo spostamento dei seggi elettorali dai campus universitari, in particolare in quelli a forte presenza di minoranze (come le Historically Black Colleges and Universities), costringendo gli studenti a farsi carico di costi e trasporti per raggiungere seggi distanti.
I Repubblicani ovviamente sostengono che queste misure servono a garantire l'integrità del voto e ad evitare frodi, mentre gli studenti eccepiscono che i ricorsi e i dati storici dimostrano che l'effetto primario è la riduzione dell'affluenza alle urne da parte dei giovani universitari.
I critici e i sostenitori del diritto al voto definiscono queste manovre come una campagna mirata di soppressione dell'elettorato (voter suppression).
Quelle tristesse, mes amis !
Buona serata.
