STIAMO VIVENDO UN TEMPO DI SFIDE EPOCALI
Inutile nascondersi dietro un dito. Il mondo sta vivendo un tempo di sfide epocali. Nel giro di un paio d’anni potrebbe accadere tutto o il contrario di tutto.
Partiamo dal nostro Paese, l’Italia.
Le ormai prossime elezioni politiche potrebbero confermare, fino al 2032, la maggioranza ad una destra autocratica, con un potere concentrato nelle mani di un ristretto gruppo di persone che hanno dimostrato di non voler subire limitazioni legali o costituzionali, che credono nella consacrazione del criterio delle disuguaglianze, e che sono convinti che il Popolo e il Parlamento possono essere presi in giro con le più paradossali menzogne.
Una maggioranza che sarebbe in grado di eleggere un Presidente della Repubblica, nel 2029, che resterebbe in carica fino al 2036 (carica rinnovabile).
Dal 2022 al 2036: un regime!
Ad opporsi a questa cattiva sorte, a questo cataclisma, c’è una sinistra che ancora discute di come spartirsi il potere, e a cui sono rimasti pochi mesi per redigere un programma serio, concreto, realizzabile, da presentare agli elettori, unici ad avere il potere di sventare la sventura.
Sarà bene che acceleri!
Oltre alla nostra piccola grande Italia, ci sono gli Stati Uniti d'America, allo sbando, dove, tra pochi giorni, si giocherà una partita importantissima. Si combatterà una battaglia che potrebbe essere la prima vittoria di una guerra necessaria ad uscire dal buco nero in cui gli States si sono cacciati eleggendo per la seconda volta Trump. Una battaglia che, se persa, darebbe all’autocrate statunitense ancora due anni di potere scellerato e dannosissimo per tutto il mondo.
Terzo fronte, nell’immediato: Israele.
Se i risultati scaturiti dalle votazioni non convinceranno Eisenkot a coalizzarsi con gli arabi israeliani (disponibili), il regime di Netanyahu continuerà ad opprimere Israele e a fare danni non solo nella mezzaluna fertile del medio oriente, ma anche al resto del mondo.
Ed ora Putin, il folle. Un leader freddo, razionale solo all'interno del suo schema ideologico, fondato su calcoli geopolitici ed imperialisti.
Incurante della vita umana ed estremamente pericoloso per l’Europa e per il mondo, era definito, dall’oppositore Aleksei Navalny (morto per avvelenamento il 16 febbraio 2024 nella colonia penale "Lupo polare" (IK-3) a Kharp, in Siberia), un nonno pazzo ed ubriaco.
Con un sottosuolo tra i più ricchi e vasti del pianeta (un terzo delle risorse minerarie e dei combustibili fossili mondiali, per un valore complessivo stimato in decine di trilioni di dollari) ha portato la Russia alla rovina finanziaria.
La Banca Centrale russa è costretta a mantenere il tasso di interesse a livelli eccezionalmente alti (intorno al 14%) nel tentativo disperato di frenare l'inflazione e stabilizzare il rublo, ma nonostante ciò l'inflazione reale e la svalutazione continuano a erodere il potere d'acquisto della popolazione e i margini delle imprese civili.
Il bilancio federale per il 2027 prevede un'ulteriore impennata della spesa per la difesa a 178 miliardi di euro, con un incremento del 32% sul 2026.
Per finanziare il conflitto, il Cremlino sta drenando risorse vitali dai settori produttivi non bellici, con tagli drastici alla sanità (-5,5%), all'istruzione (-5,4%) e alle politiche sociali.
Le previsioni del deficit sul PIL per il 2026 sono state raddoppiate al 3,2% rispetto al precedente 1,6%, e gli interessi sul debito assorbono ormai il 10% dell'intera spesa pubblica.
L'indice azionario di Mosca (MOEX) ha subito pesanti contrazioni (-13,6% nel solo 2026 e un crollo del 37% rispetto ai livelli del 2021), dimezzando la capitalizzazione complessiva del mercato.
Tra la primavera e l'estate del 2026 i cittadini hanno ritirato decine di miliardi di euro dal sistema bancario nazionale, spinti dal timore di patrimoniali o confische statali per sostenere lo sforzo bellico.
Le banche commerciali faticano a raccogliere fondi freschi e hanno persino dovuto sospendere alcune aste di titoli di Stato.
A causa dei continui problemi alle reti internet (spesso disabilitate localmente dalle autorità per contrastare i raid di droni), i pagamenti elettronici saltano costringendo i cittadini all'uso massiccio del contante, e ciò alimenta lavoro e pagamenti in nero, ad ulteriore danno delle casse dello Stato.
L'Unione Europea.
Le difficoltà interne ai principali motori dell'Eurozona (Francia e Germania), acuite da vulnerabilità economiche e riforme in stallo, rallentano le decisioni a livello comunitario e rimettono in discussione la coesione dell'asse franco-tedesco.
Il Rapporto Draghi evidenzia come la mancanza di un mercato dei capitali integrato penalizzi la tecnologia e il risparmio europeo.
Crescono il divario tra le priorità legislative della Commissione (transizione ecologica, pacchetti sul clima e regolamenti d'impresa come EU Inc) e le richieste di semplificazione burocratica e sgravi fiscali avanzate da imprese e cittadini.
L’attuale architettura istituzionale, divisa tra spinte sovranazionali e logiche intergovernative basate sui veti del Consiglio, mostra un persistente deficit di legittimità democratica e di risposta alle crisi globali.
Sorvolo su Intelligenza artificiale e robotizzazione, non perché meno importanti, ma perché avrebbero bisogno di più pagine, e passeremmo da un articolo, già troppo lungo anche per un fine settimana, ad un libro.
Pertanto, concludo.
I risultati delle sfide epocali che stiamo vivendo decideranno della nostra vita dei prossimi decenni.
Il voto dei cittadini dei Paesi ancora democratici potrà salvare le Democrazie.
Buon fine settimana a tutti.
