UN INCUBO
Prima Netanyahu sancì, con la legge fondamentale Stato-Nazione del popolo ebraico, del 2018, il diritto (dichiarato valore nazionale dello Stato di Israele) degli israeliani all’insediamento nei cosiddetti territori occupati (in territori palestinesi), e tutti cominciarono a protestare, a fare cortei, ma a me la cosa non importava. Non era mica Italia!
Poi Putin invase l’Ucraina, uccise centinaia di migliaia di ucraini, rapì bambini, distrusse strade, scuole, case, chiese, fabbriche, e tutti cominciarono a protestare, in tutto il mondo; ma a me la cosa non importava. Non era mica Italia!
Poi Trump invase il Venezuela, e io pensai che Maduro era uno sporco dittatore, e che forse era meglio così. Lì c’erano miliardi di barili di petrolio da estrarre che venivano lasciati sotto terra, e io pensai che se gli americani erano capaci di tirarlo fuori sarebbe stata una buona cosa per i venezuelani, e magari sarebbero calati i prezzi anche per noi. Ma tutti cominciarono a protestare, a manifestare. A me, invece, la cosa non importava. Non era mica Italia!
Due giorni dopo (ieri pomeriggio) Trump ha dichiarato che è importante che gli Stati Uniti d'America vengano in possesso della Groenlandia, per motivi che riguardano la difesa degli States, e tutto il mondo ha annunciato che dal giorno dopo (oggi) cominceranno le proteste. Che scemi! Ho pensato. A me la cosa non importa. In Groenlandia fa freddo, e poi non è mica Italia! Tant’è che sono andato a dormire tranquillo.
Poco fa (all'una e un quarto del mattino) mi sono svegliato, all’improvviso. Da un sogno, anzi, da un incubo.
Ho sognato che Putin, Netanyahu e Trump si erano messi in società, erano venuti ad occupare l’Italia, avevano smontato, pietra per pietra, il Colosseo, gli Uffizi, e il Duomo di Milano, che sarebbero stati rimontati a Disneyland, a San Pietroburgo e a Tel Aviv, come attrazioni per i turisti.
Nell’incubo, io mi ero incazzato come una jena, ed ero sceso in strada a protestare, ma non c’era rimasto nessuno, per protestare insieme a me.
Credito al teologo e pastore tedesco Martin Niemöller.
