SCRISSERO LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

 


Scrissero la Costituzione della Repubblica Italiana:

- quelli che mi sovvengono, tra gli uomini:

Ruini, Saragat, Terracini, Calamandrei, De Gasperi, Togliatti, Nenni, Einaudi, Pertini, De Sanctis, don Sturzo, Parri, Spadolini, ed altri che non mi sovvengono, 


- idem, tra le donne:

Bei, Bianchi, Bianchini, Conci, Jervolino, Delli Castelli, Spano, Iotti, Merlin, Minella, Maffei, Fontana, Pollastrini, Ricci, Titomanlio. 


idem, tra i partiti:

Democrazia Cristiana, Partito Comunista Italiano, Partito Socialista Italiano, Partito Liberale e Partito Repubblicano.


I primi 12 articoli, definiti Principi fondamentali, non possono essere modificati neanche con il procedimento di revisione costituzionale.

Nel tempo, sono state apportate alcune modifiche, di poca importanza, ed altre (5) invece decisamente rilevanti, 4 delle quali negli ultimi 25 anni; seguono:

1963: Modifica della durata del Senato (da 5 a 6 anni, poi uniformata).

1999-2001: riforme del Titolo V sugli enti locali (Regioni, Province, Comuni).

2007: Abolizione definitiva della pena di morte anche nel codice penale militare di guerra.

2020: Taglio del numero dei parlamentari (da 945 a 600).

2022: Inserimento della tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi negli articoli 9 e 41.

Recentemente, è avvenuto che il Governo in carica abbia presentato la legge costituzionale poi approvata col n° 253 del 30 ottobre 2025, senza però ottenere la maggioranza qualificata in Parlamento, rendendo così necessario il passaggio referendario confermativo (o oppositivo) ex art. 138 della Costituzione.

Singolare, però l’iter legislativo del provvedimento, che modifica articoli della Costituzione ed introduce nuove regole, indebolendo l'indipendenza del Potere Giudiziario ed incrementando quello Esecutivo.

Il provvedimento ha completato i quattro passaggi necessari per la revisione costituzionale venendo approvato nella sua forma originaria, senza mai subire nemmeno un emendamento.

In tre mesi una legge di tale importanza è arrivata dall’ideazione alla approvazione.

Credo sia stata la prima volta, nella storia della Repubblica Italiana.

Una prova di forza, una dimostrazione di astuzia politica, da parte della maggioranza, anche se non ha vinto (non ha ottenuto la necessaria maggioranza qualificata) ed ora ha bisogno del referendum.


Ma c’è chi ha perso: gli italiani. 


Noi cittadini abbiamo perso, perché abbiamo visto scrivere una legge di riforma costituzionale importantissima (perché sovverte il principio di separazione dei poteri su cui si fonda il nostro Stato) da gente di poco conto, se paragonata a coloro citati all'inizio di questo scritto.

Se la causa legis era quella di modificare qualcosa non più al passo con i tempi, che aveva mostrato dei limiti, ok; giusto; quando qualcosa non funziona più è bene che si ripari, che si modifichi.

Ma se hai una Rolls-Royce non la porti a riparare nella prima officina meccanica sotto casa! Caxxo!

Perché allora, o sei un patacca, che non si merita di vivere in un Paese come l’Italia, o le vere causae, legis e finalis, sono altre da quelle dichiarate.

Fin dalla sua nascita questo Governo ha manifestato l'insano desiderio di non rispettare l'indipendenza dei tre poteri su cui si fonda il nostro Stato (Legislativo, Esecutivo e Giudiziario). Esautorando il Parlamento dal Potere Legislativo, con l'utilizzo della Decretazione d'urgenza (false urgenze), e poi ratificando con voti di fiducia (ha posto la fiducia 108 volte, in meno di quattro anni. Prodi, a suo tempo accusato di aver fatto altrettanto,  pose la fiducia 11 volte).

Un'attività frenetica? Ha cambiato in meglio l’Italia? 

Nella classifica ISU (Indice di Sviluppo Umano) siamo al 29° posto, dietro a:

Islanda, Norvegia, Svizzera [che ce l'ha fatto notare quando il nostro Governo ha fatto la sceneggiata per Crans Montana; ma i nostri media non ne hanno parlato], Danimarca, Germania, Svezia, Australia, Paesi Bassi, Hong Kong, Belgio, Irlanda, Finlandia, Singapore, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti, Canada, Liechtenstein, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Corea del Sud, Slovenia, Austria, Giappone, Malta, Lussemburgo, Francia, Israele, Spagna e Repubblica Ceca.

Nella classifica della Libertà di Stampa siamo al 48° posto. Quint’ultimi dei 27 paesi dell’Unione Europea (dopo di noi solo Ungheria, Bulgaria, Malta e Grecia), e per carità di patria evito di nominare i 47 migliori di noi. Cercate la classifica in Wikipedia, alla voce Indice della libertà di Stampa, di RSF.

Di Crisi demografica e di Fuga dei giovani dall’Italia ho scritto infinite volte. Sono due problemi socio-economici gravissimi ed urgenti da risolvere.

Insieme ad altri, improcrastinabili.

In questi quasi quattro anni di governo, con una somma a disposizione come mai c’era capitato prima nella Storia (quasi 200 miliardi di euro), questo governo è stato capace di:

- peggiorare la situazione delle famiglie e delle imprese, 

- aumentare il debito pubblico da 2.762 a 3.131 miliardi di dollari,

- aumentare la pressione fiscale fino al 43,1% [dopo aver giurato, in campagna elettorale, che avrebbe chiesto agli italiani di approvare un un nuovo articolo della Costituzione che avrebbe vietato di superare il 40%!].

Aggiungo.

Stanca di promettere cose e poi negare di averlo detto, Giorgia Meloni ora ha annunciato che vuole cambiare la legge elettorale (perché i sondaggi la danno perdente, con la legge attuale, alle prossime elezioni). Un premio di maggioranza enorme, e niente preferenze: tutto in mano ai segretari dei partiti.

E dice ai suoi: 

‘E quando vinceremo le elezioni nel ‘27, subito dopo, faremo passare il premierato!’

Concludo.


Per il momento, votiamo NO.


Poi vedremo cosa accadrà.


Buon tutto a tutti.



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