DI DEMOCRAZIA, DI DISCRIMINAZIONI, DI SFIDUCIA GENERALE, E DI BISOGNO DI RIFORME.

 


I postulati (principi assunti come veri senza bisogno di dimostrazioni) sono fondamentali, come punti di partenza, per costruire ragionamenti; pertanto, postulo che:

1. La peggior democrazia è meglio (o comunque meno peggio) della miglior dittatura.

2. Non si devono mai confondere i governanti con i governati. Sostenere che i tedeschi sono un popolo di criminali per via degli orrori di Hitler, o che i vari popoli dell’ex-Unione Sovietica erano imbecilli perché hanno subito le follie di Lenin e le brutali repressioni di Stalin, è come dire che noi italiani siamo il peggio del peggio perché abbiamo sostenuto per vent’anni Mussolini.  Lo stesso ragionamento vale nella Storia contemporanea. Non possiamo condannare tutti gli israeliani per crimini di guerra commessi da Netanyahu, pur se eletto e al suo 6° mandato; né i russi, perché Putin è al potere dal dicembre del 1999, né gli statunitensi che hanno eletto Trump addirittura per la seconda volta.

Colpevolizzare i governati, invece dei governanti, è rozza discriminazione!

3. L’attuale popolo degli Stati Uniti d'America è formato: 

- ovviamente dalle oltre 500 tribù che abitavano quei luoghi da sempre;

- dagli immigrati europei che, nel 1607, fondarono Jamestown in Virginia, e i Padri Pellegrini, nel 1620, Plymouth nel Massachusetts, e tutti gli altri a seguire, incluse le ben 20 città che si chiamano Roma (o Rome) in vari Stati (Texas, New York, Georgia [costruita su 7 colli], Oregon, Pennsylvania, etc), o Dublino (una decina), o le sette (mi sembra) Atene o Athens, 

- da russi, asiatici, africani, etc


Questa antipatia (fino all’odio) per gli israeliani, e/o gli statunitensi, e/o i russi, e/o gli iraniani, etc, senza il doveroso distinguo tra popoli e i governanti di quei popoli, unici veri responsabili delle guerre che stanno portando il mondo alla rovina, è intollerabile, e decisamente pericolosa.

Certamente la sfiducia generale nelle Istituzioni, nella politica, e nei partiti, incide sul comune sentire.

L’esigua affluenza alle urne (che non è un problema solo italiano) ne è indiscutibile sintomo. A cui conseguono scelte elettorali particolari, spesso malate di populismo, di qualunquismo, di proviamo questi nuovi, forse faranno meglio dei precedenti!

È il nuovo modo di pensare, tipico del consumismo ormai dilagante, che ci ha abituato a gettare via gli oggetti al primo malfunzionamento, senza provare, prima, ad aggiustarli. Buttiamo il bambino con l'acqua sporca, insomma; prendiamo decisioni avventate, drastiche, decisamente poco sagge.

Abbiamo smantellato, in poco più di due anni, i partiti che fecero grande l’Italia; abbiamo deciso che la Prima Repubblica era finita, e sulle sue ceneri abbiamo fondato la Seconda Repubblica. E con chi? Con un uomo d'affari. Con Berlusconi. 

Durò dal 1994 al 2011. Quasi un ventennio [che me ne ricorda un altro].

Al berlusconismo seguì, in occasione delle politiche del 2013, la costituzione del Movimento 5 Stelle, la new entry del terzo millennio. Anche in questo caso, come nei precedenti, all’insegna del Cambieremo tutto! Apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno! [metafora di cui non ho mai compreso il significato!].

E gli italiani, giù a votare, pensando proviamo anche questi!

Ma anche questi, prima arrivano quasi a 9 milioni, poi a 11, e infine crollano, nel 2022, a 4,3 milioni. Nel frattempo, vanno due volte al governo.

Il primo, il Conte 1, un governo populista - sovranista, con la Lega, che innesca una crisi che porta alle dimissioni.

Il secondo, il Conte 2, europeista di centro-sinistra, con PD, LeU e Italia Viva, che dopo un anno e mezzo ritira il suo appoggio e due ministri (Bellanova e Bonetti), portando alle dimissioni di Conte e alla formazione del governo Draghi (febbraio 2021 - ottobre 2022); dopo le dimissioni di Draghi, si va alle elezioni.

In quelle elezioni del 2022 gli italiani continuano a comportarsi come bambini davanti a un banco di dolciumi, e, di nuovo, al grido di proviamo anche questi! elargiscono 7,3 milioni di voti (il 26%) a Fratelli d’Italia, un partito di destra radicale, nazionalista, populista, reazionario, conservatore, post-fascista, euroscettico, atlantista, costituito solo pochi anni prima, che alle politiche precedenti (2018) aveva preso 1,42 milioni di voti (il 4,35%). 

Con il 25,98% di F.lli d’Italia, più l’8,79% di Lega per Salvini Premier, più l’8,11% di Forza Italia e lo 0,9% di Noi Moderati [totale 43,78%] la coalizione di Centrodestra conquista, per via della vigente legge Rosato, la maggioranza assoluta dei seggi in entrambe le Camere.


Il futuro italiano? Chi vivrà vedrà.

Il presente è molto triste. Debito pubblico alle stelle, famiglie ed imprese italiane alle stalle. Tentativi di autoritarismo da parte del Governo e tentativi di sovvertimenti dei principi fondanti dello Stato (alcuni sventati, altri no), scandali, corruzione e clientelismo, sfiducia nelle Istituzioni. 

Elezioni politiche previste nel 2027.

Credo che solo lo spostamento di Forza Italia potrebbe contribuire a creare un governo di larghe intese, che rediga un programma di governo preciso in ogni dettaglio (nomi di Ministri, sottosegretari, dirigenti della PA, tempi di realizzazione dei vari progetti.)

Il programma deve contenere leggi che spingono i cittadini (in particolari giovani) ad una maggiore partecipazione alla vita pubblica e all’esercizio del diritto di voto.

Dichiari cosa pensa sui principali problemi di politica internazionale.

Presenti il programma alle prossime politiche. 

C’è un anno di tempo per mettere insieme idee, programmi, e donne e uomini con la voglia e la capacità di realizzarli.

Perché sono questi comportamenti elettorali che mandano al potere Putin, Trump, Netanyahu, ed altri, che poi restano lì sembrerebbe democraticamente, per decenni.

Ciò significa -credo- che la sfiducia maturata in chi ha governato negli anni precedenti è causa del 

Il M5S, costituito nel 2013 in occasione delle elezioni politiche di quell’anno, raccoglie 8,7 milioni di voti, ed arriva ad 11 milioni alle politiche successive, nel 2018. 

 partiti politici nati negli ultimi anni in Italia, arrivati al meteore 

11 milioni 



nei confronti della politica de

, ciò significa che gli attrezzi della Democrazia sono ormai logori, e vanno rinnovati, adeguati ai tempi in cui viviamo.

Che sono i tempi della comunicazione. Strano, vero? Abbiamo pensato per decenni che la comunicazione, strumento di progresso, sarebbe stata fucina di civiltà. Invece abbiamo imparato che, se usata male, o meglio se usata per far male, diventa strumento atto a mentire, a frodare ingenui ed ignoranti, a fomentare disordini, e spalanca le porte alla barbarie.


È assolutamente necessario investire in cultura. Che non è arida conoscenza di informazioni.

Cultura è quanto concorre alla formazione dell'individuo sul piano intellettuale e morale e all'acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società; è il patrimonio delle cognizioni e delle esperienze acquisite tramite l'osservazione, l'ascolto, lo scambio di conoscenze, lo studio, ai fini di una specifica, ma anche generale, preparazione nei vari campi del sapere.

È guardare e imparare a riconoscere il bello, ed ascoltare ed imparare a riconoscere la buona musica, le conversazioni interessanti


Non limitandosi, ovviamente alle cinque arti settecentesche di Batteux (pittura, scultura, poesia, musica e danza). Modernità esige anche architettura, urbanistica, cinema, fotografia, immersione nella natura, e tante altre attività; non solo del pensiero. 

Quando io ero ragazzo sognavo di girare il mondo. E l’ho fatto.





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