PENSIERI DI 2500 ANNI FA


La dea greca della Pace (Eirene) sostiene tra le braccia il piccolo Pluto (dio della ricchezza), simbolo del benessere, che deriva da una condizione di pace.


La celebre commedia di Aristofane La Pace fu rappresentata ad Atene nel 421 a.C.

La commedia si apre con la voce narrante che presenta un contadino attico, tale Trigeo, che, esasperato dalla Guerra del Peloponneso, decide di recarsi sull'Olimpo per chiedere spiegazioni a Zeus sulle sofferenze inflitte ai Greci.

Per arrivare su in Olimpo, Trigeo alleva e cavalca un enorme scarabeo, ma, una volta arrivato, scopre che gli dèi, disgustati dall'egoismo umano, se ne sono andati, lasciando a comandare solo Polemo, il dio della Guerra, che ha imprigionato la dea Irene (la Pace) in una caverna, il cui ingresso è chiuso da enormi massi.

Trigeo prima arringa i popoli coinvolti nella guerra, spiegando loro, anche con l’aiuto di Teoria (divinità dello spettacolo e delle feste) e Opora (divinità dell'abbondanza e dei raccolti), come i mercanti di armi e i generali lucrano sui conflitti, e poi, con il loro aiuto, riesce a rimuovere i massi all’ingresso della grotta e a liberare la dea Irene (la Pace), che torna ad Atene e fa finire la Guerra.

Ad Atene, Trigeo sposa Opora.

I mercanti d'armi vengono sbeffeggiati dal coro e la commedia si chiude con un grande banchetto nuziale all'insegna della gioia, del cibo e del vino.

La commedia La Pace è la più antica opera letteraria e drammaturgica di cui si abbia notizia che abbia celebrato il potere del popolo (i governati) come unica soluzione utile a risolvere i disastri provocati dai sovrani (i governanti).

La più antica opera a dichiarare che solo l'unione dei lavoratori e della gente comune può ribaltare le decisioni folli dei potenti, perché solo la gente comune sa cosa sono la campagna ed il lavoro agricolo, il raccolto e i piaceri della vita quotidiana.



Solo il popolo possiede l'antidoto giusto contro la follia distruttiva delle guerre.


Buon fine settimana, gente!


Giova ricordare che Aristofane scrisse anche l'opera teatrale Lisistrata,  nella quale racconta delle donne di Atene e Sparta che organizzano uno sciopero del sesso per costringere i propri mariti a porre fine alla Guerra del Peloponneso.



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