DI GUERRE, DI ENERGIA, E DI TERRE RARE.
La chiusura dello stretto di Hormuz potrebbe far salire il prezzo del petrolio dai quasi 68 usd al barile attuali finanche a 110, e creare grossi problemi a tutto il mondo; Cina -oggi la più colpita dalla chiusura di Hormuz- inclusa.
Cina che, per non andare in crisi di produttività per mancanza di energia, potrebbe essere disposta a pagare molto di più il petrolio, magari rifacendosi sul resto del mondo con quelle terre rare di cui possiede, se non il monopolio, comunque una gran parte.
LE TERRE RARE.
La corsa all’oro sui fiumi Klondike (nel Canada nord-occidentale) e Yukon (tra Canada nord-occidentale e Alaska) alla fine del XIX secolo, quando quasi 400.000 kg d'oro furono prelevati dal fiume Klondike, è niente, se paragonata alla odierna corsa alle terre rare.
Eppure coinvolse oltre 400.000 persone, l‘8% della popolazione valida degli Stati Uniti d'America di allora.
400.000 kg di oro sono, oggi, meno di 50 miliardi di dollari usa, agli odierni valori e con le odierne necessità industriali.
Oggi, più dell’oro, valgono le Terre Rare.
Le necessità industriali di ittrio, disprosio, terbio, lantanio, neodimio, etc, sono mille volte superiori a quelle dell’oro; i costi di estrazione sono solo la metà, ed altrettanto il loro prezzo finale.
Altrettanto preziose e strategiche sono l’estrazione e la raffinazione di tungsteno, gallio, litio ed altri minerali rari.
Risultato: il comparto delle terre rare e dei nuovi materiali in genere conta, oggi, in assoluto, settecentocinquanta volte più di quanto contò l’oro nel XIX secolo, a condizioni rivalutate.
Per ora.
Ma in aumento. Solo a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, nelle tecnologie militari (radar e droni) e nelle tecnologie pulite (turbine eoliche e motori per auto elettriche).
Stime molto ma molto caute prevedono un aumento di incidenza, sui Pil del 2050, rispetto ad oggi, del 300%.
Mettiamo da parte, per ora (ma non dimentichiamocene), il costo umano ed ambientale dell’estrazione del litio e del cobalto; laghi salati prosciugati, ecosistemi fragili distrutti; lo sfruttamento del lavoro minorile nelle miniere del Congo; sono ferite aperte.
Ed anche, seguiamo, pieni di speranza, gli studi (Toyota) che sembrano essere giunti al traguardo, dei nuovi accumulatori agli ioni di alluminio, il metallo più abbondante sulla crosta terrestre, estratto in oltre 60 paesi, già parte integrante dei flussi commerciali globali, e riciclabile all’infinito con un’efficienza superiore al 90%, richiedendo pochissima energia per essere rigenerato. Forse una nuova era è in arrivo, nel mondo di un certo tipo di energia.
A proposito di ere; almeno di quelle vissute da me.
Quando sono nato, 76 anni fa, si erano appena spenti gli echi di una guerra mondiale, e l’economia, per produrre ricchezza, dipendeva dalle braccia impegnate nelle industrie. Quel potere durò una ventina d’anni. Io la chiamo l'era delle braccia delle operaie (già! cominciarono a lavorare le donne) e degli operai.
Poi il potere sul mondo passò ai padroni dell’energia fossile (un combustibile non rinnovabile): il petrolio. Nel 1973 ci fu vietato circolare in auto nei giorni festivi, furono ridotti gli orari delle trasmissioni TV, e di apertura di bar, ristoranti e uffici pubblici. L'era del petrolio, quando il mondo arabo, detentore della maggior parte del petrolio del pianeta, imparò a farsi pagare da quella parte di mondo che fino ad allora gli aveva dato solo pochi spiccioli per barile. Alcuni storici economici americani sostengono che la colpa fu dell'italiano Enrico Mattei, che nei primi anni '60 sobillò i paesi arabi! Personalmente sono fiero di quel connazionale, peraltro nato in un comune che confina con quello in cui sono nato io!
Ed arriviamo alla nostra era: i nuovi padroni, gli attuali, sono coloro che posseggono l’informazione, e che attraverso l’informazione:
1. hanno conquistato popoli e mezzi di produzione del mondo globalizzato;
2. hanno conquistato i mercati, del mondo globalizzato;
3. hanno imparato a drenare denaro, con la vendita di pubblicità, e con una parte di quel denaro pagano i mezzi di comunicazione;
4. hanno conquistato, e tengono stretto, il potere sui popoli ridotti a greggi.
In questa era è cominciato un Risiko di guerre, tradizionali e non (ma con morti, feriti e distruzioni come nelle guerre tradizionali), tra superpotenze che cercano di concentrare su di sé denaro e potere; a tutti i costi; a costo di buttare nel cesso civiltà e diritti umani faticosamente scoperti e conquistati. In una corsa dove vince chi riesce a depredare il Pianeta di quello che serve di più a tutti. Per esempio, oggi, le cosiddette terre rare.
Potremmo chiamare questa era, in ricordo dell'età dell'oro, l’era delle terre rare.
Ne avrò visto l'inizio. Non ne vedrò la fine.
Buon tutto a tutti.
