VENTI DI GUERRA
La bomba GBU-57 MOP (Massive Ordnance Penetrator), progettata e realizzata per la US Air Force è una bomba non nucleare che utilizza il tritonal, forse l'esplosivo convenzionale a più alto potenziale esistente.
È anche la bomba con la più alta capacità di penetrazione; scende fino a 60 metri, ed esplode quando raggiunge l'obiettivo.
Sembra che sia il confetto utilizzato dagli Stati Uniti d'America per l'āyatollāh seyyed ʿAlī Ḥoseynī Khāmeneī ed altri vertici del regime iraniano. L’ultimo conflitto, scoppiato pochi giorni fa.
Chiunque abbia Excel nel suo PC è in grado di produrre grafici a mappa (map chart), anche in 3D, che mostrano su un planisfero i Paesi coinvolti dal fenomeno che si sta analizzando, colorati del colore prescelto con maggiore o minore intensità a seconda dei numeri immessi nelle relative tabelle che supportano il grafico in questione.
Io ho un mio grafico che analizza i conflitti in corso, e che riempie i territori dei paesi coinvolti nell’evento con un rosso più o meno intenso, a seconda del periodo di tempo trascorso dall’inizio del conflitto, del numero ufficiale dei morti civili (adulti e bambini) e di quelli militari, dei danni (ufficiali) procurati alle case, alle strutture pubbliche ed industriali, etc etc.
I Paesi che non hanno più guerre da oltre 10 anni si colorano invece di verde, tanto più brillante quanti sono gli anni passati dalla fine dell’ultima guerra; etc etc.
Paranoie di un vecchio pacifista, insomma.
Ma . . . in questi ultimi anni ogni volta che apro quel file, ed aggiorno i dati, quel grafico mi angoscia. Il rosso, il colore del sangue, copre superfici sempre più ampie con un’intensità sempre maggiore.
La situazione attuale è caratterizzata dal più alto numero di conflitti dopo la Seconda Guerra Mondiale, con 56 guerre e crisi attive che coinvolgono oltre 92 Paesi.
Alcuni sono conflitti internazionali, altri interni ma con implicazioni globali. Ucraina, Gaza, Yemen, Siria, Etiopia, Somalia, Sudan, Myanmar, Afghanistan, Haiti, Repubblica Democratica del Congo, Burkina Faso, Mali, Niger, Sudan del Sud, etc.
Molti di questi conflitti sono classificati come guerre civili o insurrezioni armate, spesso alimentate da crisi economiche, violazioni dei diritti umani e disuguaglianze storiche.
Dopo aver aggiunto la crisi venezuelana e quella iraniana (che ha consacrato Israele come invasore anche al di fuori di territori confinanti), il mio planisfero è sempre più rosso ed angosciante.
Stati che dichiarano di fare guerre per perseguire la Pace, o per prevenire attacchi di altri paesi [un attacco preventivo difensivo; un ossimoro, una contraddizione in termini!], o per esportare Democrazia; o, il peggio del peggio, le guerre di religione.
In realtà, alla base di ogni guerra ci sono sempre avidità di potere, di ricchezze, di preziose risorse del sottosuolo; in poche parole uno o più degli insani desideri di supremazia.
Ed è davvero triste che ci siano utili idioti che dibattono su chi ha ragione e chi torto, e litigano su chi sia stato l’aggressore e chi l’aggredito. È proprio vero che la mamma degli imbecilli è sempre incinta!
Nel frattempo, non solo soldati, ma anche -e sempre più- civili muoiono. Li chiamano danni collaterali, purtroppo fisiologici.
Che Dio perdoni queste follie!
