A BUON INTENDITOR POCHE PAROLE

 

Khalaf Ahmad Al Habtoor

Uno dei più grandi uomini d’affari degli Emirati Arabi Uniti, Khalaf Ahmad Al Habtoor, a Trump sull'attacco all’Iran.


A S.E. il Presidente Donald Trump,

Una domanda diretta: chi vi ha dato l’autorità di trascinare la nostra regione in una guerra con l’Iran? E su quale base avete preso questa decisione pericolosa?

Avete calcolato i danni collaterali prima di premere il grilletto? E avete considerato che i primi a soffrire di questa escalation saranno proprio i paesi della regione?

I popoli di questa regione hanno anch’essi il diritto di chiedere: è stata una decisione solo vostra? Oppure è stata il risultato delle pressioni di Netanyahu e del suo governo?

Avete posto i paesi del Gulf Cooperation Council e i paesi arabi al centro di un pericolo che non hanno scelto. Grazie a Dio siamo forti e capaci di difenderci, e abbiamo eserciti e difese che proteggono le nostre terre, ma la domanda rimane: chi vi ha dato il permesso di trasformare la nostra regione in un campo di battaglia?

Prima ancora che l’inchiostro si sia asciugato sull’iniziativa Board Of Peace, che avete presentato in nome della pace e della stabilità, ci troviamo di fronte ad una escalation militare che mette in pericolo l’intera regione. Dove sono quindi finite quelle iniziative? E quale sarà il destino degli impegni presi in nome della pace?

La maggior parte dei finanziamenti previsti in quelle iniziative proveniva dai paesi della regione stessa e dai paesi arabi del Golfo che hanno contribuito con miliardi di dollari sulla base del sostegno alla stabilità e allo sviluppo. Questi paesi hanno il diritto di chiedere oggi: dove sono finiti questi soldi? Stiamo finanziando iniziative di pace o una guerra che ci espone al pericolo?

Ancora più pericoloso, la vostra decisione non minaccia solo i popoli della regione, ma raggiunge anche il popolo americano, a cui avete promesso pace e prosperità. Ed eccoli oggi, coinvolti in una guerra finanziata con i loro soldi e le loro tasse, con costi stimati, secondo l’Institute for Policy Studies (IPS), tra 40 e 65 miliardi di dollari per operazioni militari dirette, e che potrebbero raggiungere i 210 miliardi includendo impatti economici e perdite indirette se durasse quattro o cinque settimane, senza contare il sacrificio degli stessi americani in una guerra in cui non hanno né cammello né dromedario [non hanno proprio nulla a che fare].

Avete persino infranto le vostre promesse di non coinvolgervi in guerre e di concentrarvi solo sull’America, mettendola al primo posto nelle priorità, dato che avete ordinato interventi militari all’estero durante il vostro secondo mandato, coinvolgendo sette paesi: Somalia, Iraq, Yemen, Nigeria, Siria, Iran e Venezuela, oltre a operazioni navali nei Caraibi e nell’Oceano Pacifico orientale. Avete diretto oltre 658 attacchi aerei esteri nel vostro primo anno di mandato, pari al totale degli attacchi nell’intero mandato di Biden, mentre prima rivolgevate le vostre critiche per il coinvolgimento degli Stati Uniti in guerre straniere.

Sua Eccellenza Presidente, questi numeri hanno inciso severamente sulla vostra approvazione tra gli americani, che è diminuita di circa il 9% in soli 400 giorni dal vostro insediamento per il secondo mandato.

Questi numeri dicono qualcosa di chiaro: anche all’interno degli Stati Uniti cresce la preoccupazione di essere trascinati in una nuova guerra e di esporre vite, economia e futuro degli americani a rischi inutili.

La vera leadership non si misura dalle decisioni di guerra, ma dalla saggezza, dal rispetto per gli altri e dalla spinta verso il raggiungimento della pace. E se queste iniziative sono state lanciate in nome della pace, allora abbiamo il diritto oggi di chiedere piena trasparenza e chiara responsabilità.


Credo che Khalaf Ahmad Al Habtoor abbia pensato, dopo aver premuto Invio:

هل تسمعني أم أنك أصم؟

[ce senti o sei sordo?]



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