VENTI DI REGIME
Perché CEREBRO al Ministero degli Interni e non alla Guardia di Finanza?
Cerebro è il nome del nuovo software investigativo della Polizia di Stato, utilizzato nell'ambito delle attività del Ministero dell'Interno per l'analisi dei patrimoni e il contrasto alla criminalità finanziaria.
CEREBRO (Centro Elaborazione Raccolta E Basedati Residenti Online) è una piattaforma che incrocia e analizza grandi quantità di dati pubblici e informazioni finanziarie per (dichiarano) “individuare anomalie e ricchezze sospette, allo scopo di scoprire patrimoni illeciti e confiscarli”.
CEREBRO esamina ed analizza codici fiscali, redditi dichiarati, proprietà immobiliari, veicoli intestati e movimenti sui conti correnti per rilevare uno stile di vita sproporzionato rispetto al reddito dichiarato. Se il software rileva un'anomalia, genera un allarme che viene inviato alla Direzione Centrale Anticrimine, che avvia indagini più approfondite.
‘È solo uno strumento di segnalazione -dichiarano dal Viminale- qualsiasi misura patrimoniale, come un sequestro, richiede sempre l'autorizzazione di un giudice.’
Il Garante della Privacy ha dato il via libera all'utilizzo di CEREBRO, assicurando che il suo impiego rispetterà il GDPR e la tutela dei dati personali.
Tutto quanto precede sembrerebbe non fare una grinza, ma come non porsi la domanda: “perché dotare di questo strumento la Polizia di Stato e non la Guardia di Finanza, a cui competono, da sempre, la lotta all'evasione fiscale, al contrabbando, al riciclaggio di denaro e ad altre violazioni finanziarie?”
Una fonte, dalla GdF, ha commentato: "Non so nulla, di questo Cerebro, ma se fa quello che tu dici, noi già abbiamo accesso a quei dati, e siamo capacissimi di analizzarli. È il nostro mestiere da sempre. A me sembra una sciocca duplicazione, con relativo spreco di energie!"
E siccome a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si coglie, altri, malpensanti, hanno ipotizzato che "Piantedosi accondiscende al melonismo più di Giorgetti (il Ministro dell’Economia e delle Finanze, da cui dipende direttamente la GdF), uomo più pragmatico, meno legato alle ideologie, e capace anche, a volte, di contrasti col segretario e padre padrone del suo partito, Matteo Salvini (il partito, infatti, si chiama Lega per Salvini Premier; in sigla LSP).
Insomma, un altro pezzo che va ad incastrarsi nel ‘progetto di regime’ di Giorgia Meloni?
Già due mesi fa cominciai a parlare di CEREBRO, ma con poca fortuna di letture; che non sarebbe niente, se non fosse stato che il mio post su un social, dopo poche ore dalla pubblicazione, fu cancellato dal sistema a causa di un nutrito numero di segnalazioni, tutte stranamente con le stesse parole, anche se diversamente distribuite nella frase. Insomma l’algoritmo abboccò all’attività dei bot, e cancellò.
Incerti del mestiere
Ovvio che continuai a cercare informazioni; e nonostante il valido schermo di protezione del Ministero coinvolto, posso dichiarare che le informazioni sopra riportate sono Verità.
CEREBRO esiste, e veglia su di noi.
Contenti? Come vi sentite? Come state?
Si sta come d’autunno,
sugli alberi le foglie
avrebbe risposto Ungaretti
e qui soffia vento di regime!
aggiungo io.
Buon tutto a tutti,
ma non ai farabutti!
