DI TIMORI PER LE NUOVE TECNOLOGIE. AGGIORNAMENTO

 


Molti commenti al pezzo di ieri, titolato DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE E DI VECCHI TIMORI. La maggior parte dei quali chiedono:

Perché vecchi timori?

Perché ogni volta che è uscita una nuova tecnologia la Storia ha registrato una levata di scudi che esprimeva il timore contro la novità.

Io sono nato nel 1950; ero bambino quando arrivò la televisione, e ricordo la paura di tanti che temevano che avrebbe distrutto il dialogo in famiglia; che il salotto, prima luogo di conversazione, si sarebbe trasformato in un cinema silenzioso nel quale nessuno avrebbe più parlato. Gli intellettuali preannunciarono un abbassamento del livello culturale, una americanizzazione dei costumi e una superficialità di massa a scapito della lettura e dell'educazione tradizionale; che le immagini in movimento avrebbero influenzato negativamente i più giovani, distogliendoli dallo studio o dal gioco attivo.

Altri obiettarono che il costo di 250.000 lire (quasi quattro stipendi da impiegato, nel 1954), quindi un bene per pochi, avrebbe aumentato il divario sociale.

Altri ancora dissero che il pubblico, passivo, limitandosi a subire immagini e messaggi, avrebbe perso spirito critico. 


Alcune previsioni sono state confermate, ma solo quando e laddove gli Stati non hanno saputo governare con saggezza quell’innovazione. 

È innegabile, per esempio, l'effetto deleterio della pubblicità, che ha trasformato la televisione (ma anche lo sport, l'informazione ed altro) in meri strumenti al servizio della vendita di pubblicità. Ma in questo caso il male è la pubblicità, che andrebbe regolamentata!

E comunque, altri effetti, dell'avvento della televisione, sono stati sicuramente positivi.

Ecco cosa volevo dire quando ho titolato, ieri . . . vecchi timori.

Anche altre invenzioni, negli ultimi 200 anni, hanno fatto temere che avrebbero rovinato l’economia e la vita degli umani. Invece, hanno portato civiltà e benessere. Per esempio:

  1. La dinamo (Pacinotti).
  2. Il generatore di corrente.
  3. L’illuminazione pubblica e domestica.
  4. La lampadina (Edison).
  5. L'alimentazione, con l’elettricità, dei motori industriali e dei trasporti pubblici (tram).
  6. L’acciaio (convertitore Bessemer), e di conseguenza grattacieli, ponti, navi più leggere e più grandi, reti ferroviarie, il cemento armato.
  7. I motori benzina e Diesel, e quindi l’automobile, l’autocarro, l’aereo.
  8. I coloranti sintetici, i fertilizzanti, gli esplosivi, i farmaci, la tecnica della pastorizzazione.
  9. Il telefono, il telegrafo, il grammofono, il cinema, la radio, la tv (appunto), Internet.
  10. La produzione in serie e la catena di montaggio.

Tutto quanto sopra, solo per risponderei alle oltre 320 domande.

Grazie ancora per l'attenzione.

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