LA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI
1934, Germania, Nacht der langen Messer (la notte dei lunghi coltelli). Durò una notte la spietata epurazione nazista ordinata da Hitler per punire i capi delle camicie brune, accusati di aver sbagliato. Si dice che Röhm, prima di essere giustiziato, abbia gridato che Hitler doveva guardarsi allo specchio, se voleva trovare il vero colpevole degli errori.
2026, Roma, Via della Scrofa. In un pomeriggio il governo degli invincibili ha dovuto trovare i capri espiatori, quelli che, come d’uso, devono assumersi le colpe della comunità, e dei capi.
Si racconta di una Meloni incaxxata nera, e decisamente sconvolta “sono stanca e scoraggiata di avere a che fare con incapaci”, e “caccerei almeno sei ministri”.
Fazzolari (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) e Meloni maturano la consapevolezza che servono teste da tagliare, che si deve dare la prova che in FdI non esistono impuniti, che “nessuno è intoccabile. Lo abbiamo detto per i magistrati, adesso dobbiamo dimostrare che vale per tutti!”
Nordio si riunisce con Delmastro e Bartolozzi, che accettano di dimettersi, ma la Meloni esige anche la testa della Santanchè.
In una riunione con Donzelli, Arianna Meloni ed altri, si parla anche della paura che escano audio, intercettazioni del sottosegretario Delmastro, il suo nome pronunciato da mafiosi magari solo per vanteria. Si temono perquisizioni. Si temono intercettazioni che potrebbero arrivare in commissione Antimafia (presieduta da Chiara Colosimo, di FdI).
Si studia come evitare a Nordio di presentarsi in Aula, per il Question Time. “Se gli chiedono di Delmastro? Cosa risponde?”
Si ipotizza di rafforzare il governo con Gianmarco Chiocci, il direttore del Tg1.
Si parla di legge elettorale (era prevista per martedì prossimo) ma sulla quale non si è ancora raggiunto l’accordo con Salvini e Tajani.
Per dare una ragione alla sconfitta si accusano tutti.
La Rai, Mediaset, Nordio, Salvini, Tajani, Trump, Musk, Netanyahu, Zelensky, Putin, l’Europa.
E lo specchio di Röhm? Ovvio che tutti vorrebbero dirlo, ma hanno paura delle reazioni della Meloni, chiaramente fuori di testa.
Anche la Bartolozzi, che si dimette, sì, ma la notizia alle agenzie gliela vuole dare lei, caxxo!
E prima lo fa, e poi lo dice. E cerca, anche, di convincere Nordio a dimettersi anche lui [ad abbandonare la Meloni?].
A proposito di Bartolozzi, pare che sarà sostituita da Antonio Mura, capo del legislativo, un buono, un pezzo di pane, un altro yesman.
Non sappiamo delle reazioni della Santanchè e del suo protettore La Russa, già pubblicamente minacciato, poco tempo fa. “Se cado io, mi porto dietro anche Ignazio e tutta la compagnia!” avrebbe dichiarato la ministra. Chissà! Se si mettono a litigare magari potrebbero venir fuori cose interessanti!
Beh! Basta parlar di pattume, ché più lo maneggi e più puzza!
Godiamoci questa primavera, ancora fresca, ma foriera di aria nuova, pulita.
Buona giornata a tutti,
belli e brutti,
galantuomini e farabutti!
