FELICE MANDATO AL NUOVO SINDACO DI NEW YORK
Il nuovo sindaco di New York, Zohran Mamdani, insediato il primo gennaio 2026, ha annunciato di aver risanato, in 130 giorni, il buco di bilancio di 12 miliardi di dollari della Grande Mela.
E non tagliando i servizi, come tutti si aspettavano, ma tassando i ricchi.
A cominciare con la pied-à-terre tax, una tassa annuale sugli immobili di lusso di valore superiore a 5 milioni di dollari, se di proprietà di gente che non vive stabilmente a New York: 0,5 miliardi di dollari già entrati nelle casse della municipalità.
Ha chiesto, ed ottenuto, dallo Stato di New York, 4 miliardi di dollari in più.
Ha nominato un Chief Savings Officer per ogni Dipartimento [Assessorato], che hanno individuato ruberie per consulenze e contratti gonfiati, straordinari ingiustificati e software strapagati: altri 1,77 miliardi di dollari tornati a casa.
E così via, azzerando, in 130 giorni, il deficit.
Lo aveva promesso, in campagna elettorale, e lo ha fatto.
Aveva dichiarato che la sua idea era quella di una New York aperta a tutti, e non solamente ai ricchi e ai loro servitori. Di una middle class [classe media] che andava rivalutata ed agevolata.
Che la cultura, il pensiero, la musica, le arti, da qualunque classe sociale venissero, dovevano tornare ad essere protagoniste, a New York, e non solo un ricordo di cui parlare sorseggiando cocktails da 30 dollari l’uno.
Aveva promesso soluzioni che avrebbero incluso il controllo degli affitti, con una politica della casa non più in mano agli speculatori; un salario minimo più alto; viaggi in autobus gratuiti; maggiore attenzione ai diritti dei lavoratori e alle classi sociali meno abbienti.
E, appena messo in pari l’enorme deficit che aveva trovato, ha varato un piano di spesa (a cominciare dal mese di giugno), che ha aggiunto 1,2 miliardi per gli asili nido universali, fondi per case popolari, scuole (1.000 nuovi insegnanti), parchi e biblioteche.
Non rimane che applaudire questo giovanissimo sindaco, e fargli i migliori auguri di un felice mandato.
