SUMMIT XI JINPING - TRUMP A PECHINO
Xi Jinping, nel summit di Pechino, per chiarire a Trump il proprio pensiero, ha dichiarato che è necessario evitare nel dibattito strategico contemporaneo sui rapporti tra Stati Uniti d'America e Repubblica Popolare Cinese, la "trappola di Tucidide" [quella dinamica pericolosa che si crea quando una potenza emergente sfida la posizione di una potenza dominante, non necessariamente perché una delle due voglia la guerra, ma perché paura, rivalità, errori di calcolo e competizione per il prestigio possono rendere lo scontro sempre più difficile da evitare]. Per essere ancora più chiaro, ha ribadito che i due paesi debbano essere “partner, non rivali”, nell’attuale contesto segnato da tensioni su commercio, tecnologia, Taiwan, Iran e sicurezza globale.
Non intendo entrare nelle questioni geo-politiche ed economiche, (credo di non esserne all’altezza), ma non ho potuto non notare che:
- Xi non è andato all’aeroporto ad accogliere Trump, ma ha mandato il suo vice, e ha ricevuto Trump solo il mattino successivo.
- Con la citazione della trappola di Tucidide ha ricordato a Trump che la civiltà cinese esiste da 5.000 anni (2.500 anni prima di Tucidide), quella statunitense da 250 anni. E che comunque conosce il libro di Graham Allison del 2017!
- Che la Cina è la seconda potenza mondiale (ma in ascesa), dopo gli Stati Uniti d'America, potenza senz’altro attualmente dominante (ma in declino).
Concludo.
Repubblica Popolare Cinese 3
Stati Uniti d'America 0.
E mi viene da ridere a pensare a Trump, che immagino che quando ha sentito nominare Tucidide, guardando, impassibile, Xi Jinping, abbia pensato, tra sé e sé: E mo’ chi cazz’è ‘sto Tucidide?. Tipo don Abbondio: Carneade! Chi era costui?
Buona settimana a tutti, gente!
