DI EXTRA PROFITTI
Ma le parole usate sono state, sempre, molto garbate; invece che di tasse, si è parlato di contributo di solidarietà, e mai mi è capitato di sentir parlare della quantità e della qualità, di volta in volta, di tali extra profitti.
Sembra quasi trattarsi di una questua. Fate la carità!
Mai, insomma, un discorso logico, che dovrebbe partire, innanzitutto, dalla definizione di extra profitto.
Proverò, quindi, a farlo.
Un extra profitto deriva da contingenze di mercato e non da abilità imprenditoriale; da una situazione inattesa ed imprevedibile.
Con la pandemia le Big Pharma hanno avuto profitti eccezionali; con le guerre i fabbricanti di armi; con le crisi finanziarie internazionali, che hanno causato ribassi e rialzi dei tassi di interesse, le banche; eventi tipo Hormuz, forse, per le compagnie petrolifere, e così via.
Botte di culo, insomma; per chi ha realizzato extra profitti.
Disgrazie, per la gente normale.
E non esistono, a memoria d’uomo, situazioni inverse, a favore dei cittadini e a sfavore dei gruppi industriali o finanziari, etc etc. È la Storia dell’Umanità.
Compito degli Stati, quindi, dovrebbe essere, di volta in volta, quando accadono questi eventi, analizzare la specifica situazione,
1. individuando la qualità degli extra profitti,
2. calcolandone le quantità,
3. determinando la tassazione straordinaria (chiamandola, appunto, tassa, e non contributo di solidarietà! Cazzo!)
Inutile tirarla per le lunghe.
Questo è quanto.
Non c’entrano né destra né sinistra.
Lo Stato serve (anche) a questo.
Buon tutto a tutti
