VOLKSWAGEN LICENZIERÀ TRA 50.000 E 100.000 LAVORATORI, DEGLI ATTUALI 657.000, ENTRO IL 2030.

 


È ormai confermata una riduzione dei costi generali del gruppo Volkswagen per un valore di 11 miliardi di euro entro il 2030, da realizzarsi attraverso una riduzione complessiva degli investimenti, la chiusura di quattro centri di produzione e l’ipotesi di scorporo di alcuni marchi del gruppo.

Il ridimensionamento storico del colosso automobilistico tedesco è causato da una combinazione di fattori macroeconomici ed industriali:

Forte pressione competitiva.

La crescita dei produttori cinesi, leader nel settore dei veicoli elettrici, ha sottratto quote di mercato fondamentali.Dazi geopolitici.

L'introduzione di dazi commerciali e le tensioni sui mercati internazionali, che hanno frenato l'export.

La contrazione della domanda.

Il mercato europeo dell'auto registra una debolezza strutturale persistente.

Il rallentamento dell'elettrico.

Una transizione verso i veicoli a batteria, più lenta e complessa del previsto all'interno dell'Unione Europea.


I sindacati tedeschi, guidati da IG Metall, hanno già espresso una ferma opposizione a qualsiasi ipotesi di licenziamento collettivo forzato, richiamando il management al rispetto dei precedenti accordi di tutela occupazionale.

Ripercussioni sull’economia italiana.

La Germania è la principale destinazione dell'export della componentistica italiana. Assorbe, infatti, circa il 20% dell'intero export europeo di settore. 

Considerando che il Gruppo Volkswagen domina il mercato automobilistico europeo, le forniture italiane rappresentano una quota rilevante della sua catena di fornitura, con un volume d'affari complessivo del settore di circa 24,6 miliardi di Euro.

Non sono ufficialmente disponibili i numeri esatti (per me, ma certamente lo sono, con un click di mouse, per le istituzioni che sovraintendono le fatturazioni intracomunitarie), e quindi vado a spanne, cercando di dedurre dalle informazioni che sono riuscito a reperire.

Le forniture italiane riguardano primariamente:

- le parti meccaniche (che coprono oltre il 66% dell'export italiano);

- i componenti per motori (circa 16%);

- cerchi, sistemi frenanti e componentistica in alluminio.

Probabilmente più di 4 miliardi di euro l’anno. Lo 0,2% del nostro PIL 2025.

C’è poi l’ipotesi di cessione di alcuni marchi del gruppo, che potrebbe coinvolgere il nostro Paese, perché Ducati e Lamborghini sono di proprietà di Volkswagen, e i loro stabilimenti di produzione sono rispettivamente a Borgo Panigale e a Sant’Agata Bolognese.


Insomma, cavoli amari, gente!


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