CHI NON VA A VOTARE VA PUNITO CON LA PERDITA DEL DIRITTO DI PARLARE DI POLITICA E DI LAMENTARSI DEI SERVIZI PUBBLICI.
Sono stufo di sentir dire: “Qui non funziona più niente, le strade sono piene di buche, la Sanità non funziona, col mio stipendio non arrivo a fine mese, sono tutti una massa di ladroni, e siccome non mi sento rappresentato, non andrò a votare nemmeno questa volta!”
Altra cosa è dichiarare: "Per me le cose vanno benissimo così! Non cambierei una virgola. Bravi! Bravi! Bravi! È inutile che io vada a votare!"
Ecco, io vorrei poter consultare gli elenchi, affissi sui muri per almeno due anni dopo l’ultima votazione, dei nomi di chi non ha votato; nome e cognome, nato a . . . il . ./. ./. . . ., residente in via . . . . . al n° . . .
e ogni volta che, incontrando quella persona al bar, dovessi sentire che si lamenta di qualcosa, o di qualcuno, avere la facoltà di azzittirlo, isolarlo, ricordando a tutti i presenti che il/la signore/ra in questione non va ascoltato/a perché non ha votato, come da elenchi di proscrizione regolarmente affissi in tutto il territorio comunale.
Una specie di ostracismo, insomma, di memoria ateniese.
Chi chiagne e fotte è un ipocrita, un opportunista, e nun s'adda cunsiderà!
