AGGIORNARE LE REGOLE DELLE GUERRE.

 


Il Diritto Internazionale Umanitario (DIU) regola lo svolgimento delle ostilità e la protezione delle vittime.

Alcune convenzioni internazionali, sottoscritte nel tempo, stabiliscono le regole vincolanti per limitare la violenza bellica e proteggere le persone durante i conflitti armati:

  • Le Convenzioni di Ginevra (1949), i quattro trattati fondamentali ratificati da quasi tutti gli Stati del mondo, che proteggono i feriti e i malati in campo, tutelano i naufraghi e le forze armate sul mare, fissano le regole sul trattamento dei prigionieri di guerra, e impongono la protezione dei civili in tempo di guerra.
  • I Protocolli Aggiuntivi (1977), che estendono la protezione sia ai conflitti internazionali che a quelli interni, rafforzando i limiti contro gli attacchi indiscriminati. 
  • Il principio di distinzione, che vieta di colpire la popolazione e i beni civili, permettendo attacchi solo contro obiettivi militari legittimi.
  • Il Controllo degli Armamenti, che sono trattati specifici che vietano o limitano l'uso di armi ritenute troppo distruttive o capaci di causare sofferenze inutili; il primo capitolo del primo di questi trattati si intitola ‘Convenzione sulle armi convenzionali’ ed è del 1980. Regola o vieta l'uso di armi classiche come le mine antiuomo o le granate con frammenti non rilevabili a raggi X. Altri trattati regolamentano le armi di distruzione di massa, che comprendono il divieto delle armi chimiche (CWC) e biologiche (BWC), oltre agli accordi per la riduzione delle armi nucleari.


Il lungo preambolo precedente era indispensabile per comprendere che tale materiale va aggiornato, perché, per esempio:

  • l’utilizzo dei droni, aggeggi poco costosi che possono letteralmente inseguire civili nelle loro abitazioni, entrare nelle loro case ed esploderci dentro, è ovvio che vada regolamentato.
  • la guerra cosiddetta ibrida, quella strategia di conflitto che unisce attacchi militari tradizionali a mezzi non convenzionali per destabilizzare un paese senza scatenare una guerra aperta; questa forma di lotta che si muove in una zona grigia, in uno spazio ambiguo che si trova esattamente al di sotto della soglia ufficiale del conflitto armato, eppure può fare danni enormi, estinguere generazioni, distruggere civiltà, va regolamentata. 

Perché non ha confini netti; il campo di battaglia non è più solo il fronte militare, ma l'intera società del paese nemico. 

Di più e peggio: è difficile dimostrare chi sia il vero responsabile di un attacco; gli aggressori non portano una divisa, non partono da basi militari che si sa di chi sono, anzi, usano spesso truppe mercenarie, intermediari, hacker o sabotatori anonimi.

L’obiettivo principale non è conquistare un territorio con la forza, ma creare confusione, paura e sfiducia nelle istituzioni. 

Gli attacchi informatici colpiscono i server di ospedali, banche, reti elettriche o siti governativi per bloccare i servizi essenziali; diffondono notizie false online o sui social media per dividere l'opinione pubblica e influenzare le elezioni. 

E possono provocare danni peggiori di quelli provocati dai bombardamenti; disattivare i sistemi di sicurezza, provocare cortocircuiti ed incendi; di cavi sottomarini, ferrovie, gasdotti, o fabbriche strategiche; un'azione terroristica aveva l'obiettivo di interrompere l'alimentazione di energia elettrica, dal venerdì pomeriggio dopo la chiusura, alle celle frigorifere di un grandissimo deposito di beni alimentari congelati, senza che il sistema di sorveglianza, né umana né elettronica, se ne potesse accorgere fino al martedì mattina successivo (il lunedì era festivo, la Pentecoste). Solo un caso fortunato ha evitato un danno enorme.

Possono usare il controllo delle risorse energetiche o il movimento di migranti per creare crisi politiche. 

E il conto, infine, in vite umane, è più alto di quello di una guerra convenzionale.


Concludo.


Certo è che si debbano sempre evitare le guerre, e che solo un mondo in pace potrà risolvere i problemi dell’Umanità; ma nel frattempo vanno aggiornate le regole delle guerre odierne, e le sanzioni per chi non le rispetta.


Buon fine settimana a tutti!

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