DI REALI PROPOSTE DI RIFORME. DELLA GIUSTIZIA, MA NON SOLO.
Ha pertanto sollevato con forza il tema delle udienze pomeridiane, sul modello di quanto già avviene in altri paesi ed uffici giudiziari virtuosi.
I punti centrali del dibattito e della posizione di Gratteri includono il blocco delle misure cautelari; Gratteri ha denunciato la presenza di circa 1.300 richieste di custodia cautelare ferme presso l'ufficio GIP di Napoli, accumulate anche a causa di una grave carenza di organico (mancano una decina di giudici).
Gratteri ha anche ricordato che in passato era stato firmato un protocollo d'intesa con l'ordine degli avvocati per celebrare i processi nel pomeriggio; intesa poi mai attuata a causa di resistenze e problemi organizzativi interni; resistenze logistiche del personale amministrativo e -nonostante il protocollo d’intesa sottoscritto- dell'avvocatura.
Ha inoltre citato la sua esperienza precedente in Calabria, con i maxiprocessi a Catanzaro (Rinascita Scott, tenuto nell’aula bunker di Lamezia), ricordando che in quelle occasioni le udienze venivano prolungate fino a tarda sera o a notte fonda pur di evitare la decorrenza dei termini e la conseguente scarcerazione degli imputati.
“È indubbia -ha aggiunto Gratteri- la necessità di allineare la produttività dei tribunali italiani agli standard giudiziari occidentali, dove i processi non si concentrano esclusivamente nella fascia mattutina.”
La proposta punta a ottimizzare l'uso delle aule di giustizia e a velocizzare la macchina giudiziaria.
Credo fortemente che le proposte di Gratteri debbano essere accolte.
Così come credo che identico principio debba essere applicato alla Sanità, altro settore che lamenta ritardi spaventosi, con costi che ricadono due volte sui cittadini: prima sulla loro salute, poi sullo scarso utilizzo dei costosissimi macchinari e delle strutture ospedaliere in generale, che, che potrebbero essere utilizzati 24 ore per 365 giorni l’anno.
Buon fine settimana, gente!
